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Disoccupazione, stranieri in crisi

del 23/03/2011
di: La Redazione
Disoccupazione, stranieri in crisi
Sono oltre 100 mila i lavoratori stranieri rimasti senza lavoro in Italia dal 2008, quasi il doppio del numero di ingressi per lavoro stagionale, per i quali è partita ieri la richiesta di nulla osta. A mettere in luce le contraddizioni del mercato del lavoro straniero in Italia è un'analisi della Fondazione Leone Moressa che ha studiato le dinamiche occupazionali degli stranieri e che ha elaborato l'identikit del lavoratore straniero: dipendente come operaio, con media/bassa qualifica, con meno di 45 anni e impiegato in imprese di piccole dimensioni e nel settore dei servizi. In Italia, spiega lo studio, si contano oltre 265 mila disoccupati stranieri e nell'arco dell'ultimo biennio il numero è aumentato del 70,6%, pari a 110 mila unità, di cui 83 mila solo al Nord. Ciò significa che un nuovo disoccupato su quattro è straniero (26,7%); nel Nordovest l'incidenza è ancora più elevata (35,6%). Attualmente il tasso di disoccupazione straniero si attesta all'11,4%, contro una media degli italiani dell'8%. Valori elevati nelle aree settentrionali, soprattutto quelle occidentali (Piemonte 15,4%, Liguria 13,8%), rimane comunque la Basilicata la regione italiana con il valore più elevato: 18,9%.

L'86,1% degli occupati stranieri è dipendente e lavora con un contratto a tempo indeterminato, mentre quasi il 90% degli stranieri dipendenti occupa posizioni professionali da operaio, mentre la media degli italiani si attesta appena al 41,8%. I lavoratori stranieri si concentrano in professioni a bassa specializzazione: il 37,2% è infatti manovale, bracciante o collaboratore domestico. È proprio questa, secondo i ricercatori della Fondazione, la principale causa della maggiore vulnerabilità degli stranieri di fronte alla crisi. «I lavoratori stranieri», spiegano, «sono più esposti al turnover per la loro bassa specializzazione, hanno una minore tutela contrattuale e sono presenti in settori più vulnerabili alla ciclicità economica. Uno stato di disoccupazione prolungato rischia di far cadere gli stranieri nell'irregolarità, poiché il lavoro è la condizione necessaria per il regolare soggiorno in Italia. Dal momento che si contano quasi 265 mila disoccupati stranieri e che sono state avviate le procedure di nuovi 60 mila ingressi di extracomunitari stagionali», secondo la Fondazione occorre ripensare «la politica migratoria in modo da privilegiare ove possibile l'assunzione di stranieri già presenti nel nostro territorio ma che hanno perso il lavoro a causa dell'evento recessivo».

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