Le richieste dei vari dicasteri sono state formalizzate in 13 dpcm che, secondo la procedura prevista dal milleproroghe, sono stati trasmessi alle camere dove (a partire da palazzo Madama) saranno esaminati dalla commissione per la semplificazione e dalle commissioni parlamentari competenti.
Praticamente tutti i dicasteri (ad eccezione della Farnesina) hanno colto al volo la chance offerta dal dl 225 per spostare al 31 dicembre 2011 i termini in scadenza a fine marzo o in alcuni casi già scaduti nel 2010. Certo, alcune proroghe sono state determinate da oggettive difficoltà, E' il caso dell'abolizione degli Ato slittata perché, a causa dell'inerzia delle regioni che avrebbero dovuto provvedere, e non hanno provveduto, al riordino degli Ambiti territoriali ottimali, dal 1° aprile si sarebbe creato un vuoto istituzionale su una materia sempre più delicata quale il governo delle risorse idriche.
In tutto quanto abbia a che fare con la sicurezza, però, il differimento dei termini è diventato strutturale. E si protrae dal 2007 come per le verifiche sismiche delle dighe o addirittura dal 2000 (per la sicurezza delle funivie). Il più attivo in questo senso è stato il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, che ha anche chiesto lo slittamento delle norme, previste dal dl n.40/2010, tese a impedire l'esercizio abusivo dei taxi.
Ma anche Giulio Tremonti non è stato da meno. Il numero uno del Mef ha voluto far slittare ancora la trasmissione mensile online del modello 770 e la pubblicazione in G.U. della revisione degli studi di settore. E ha prorogato di un anno l'apertura al mercato del settore della riscossione dei tributi locali, su cui l'Italia è stata più volte bacchettata dall'Ue. I comuni (salvo ulteriori differimenti) potranno aspettare fino a fine anno per affidare tramite gara il servizio di riscossione o, in alternativa, decidere di riscuotere in proprio.
E ancora, ci sarà tempo fino al 31/12/2011 per assumere i vincitori dei concorsi nella p.a., così come i ricercatori universitari, i vigili e i poliziotti, i dipendenti degli enti pubblici e degli enti di ricerca. Slittano anche le norme sull'attività libero-professionale dei medici e sul prezzo dei farmaci (cosiddetto pay back). Le aziende farmaceutiche potranno continuare a chiedere all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) di sospendere la riduzione del 5% sul prezzo di alcuni medicinali a fronte del contestuale versamento in contanti (pay back appunto) del relativo valore su appositi conti correnti individuati dalle regioni.
