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Casse, parte l'indagine sull'immobiliare

del 22/03/2011
di: Ignazio Marino
Casse, parte l'indagine sull'immobiliare
Conclusa l'indagine sull'impatto della crisi finanziaria sui patrimoni delle casse dei professionisti si passa all'esame del patrimonio immobiliare in mano a tutti gli istituti pensionistici pubblici e privati. La Commissione parlamentare di controllo delibererà domani pomeriggio la nuova indagine conoscitiva. Contestualmente si partirà con l'audizione del commissario straordinario e del direttore generale dell'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (Inpdap), Paolo Crescimbeni e Massimo Pianese. In vista della nuova ricognizione ItaliaOggi ha fatto il punto sullo stato di salute delle gestioni dei professionisti con il presidente della bicamerale, Giorgio Jannone.

Domanda. Presidente, da ultimo il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ha affrontato il nodo della possibile fusione fra enti dei professionisti per blindare la sostenibilità (si veda ItaliaOggi del 16/3/2011). Cosa ne pensa?

Risposta. Non c'è dubbio che eventuali accorpamenti permetterebbero una razionalizzazione delle spese annuali e favorirebbero le sinergie. La fusione è, però, una strada auspicabile ma non è possibile imporla.

D. A gennaio avete approvato una relazione che rappresenta uno spaccato importante sull'impatto della crisi dei mercati finanziari sui patrimoni degli enti. Nessuno, né governo né tanto meno i ministeri vigilanti (lavoro ed economia) hanno espresso alcuna considerazione in merito. Come legge questo silenzio?

R. Non è così. Il ministero del lavoro Maurizio Sacconi in audizione ha preso atto dell'indagine svolta. Come Commissione stiamo cercando di lavorare in sinergia con tutte le istituzioni che hanno voce in capitolo in materia di previdenza: Corte dei conti, ministeri vigilanti, Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Questo permette un monitoraggio più attento del comparto.

D. Dalla relazione approvata a gennaio emerge chiara, secondo la commissione, l'esigenza di una nuova regolamentazione sugli investimenti. Ci sono gli estremi per la presentazione di un disegno di legge?

R. Durante le audizioni abbiamo fatto un'opera di moral suasion sui titoli tossici molto importante. L'indagine è stata molto dirompente perché è andata a scandagliare i portafogli degli enti di previdenza dei professionisti. Dubito che possa succedere ancora che una cassa investa ingenti somme in prodotti finanziari strutturali. E che quindi serva una legge a tal proposito.

D. Nel 2000 la Bicamerale di controllo che lei presiede oggi lanciò il primo allarme sul fiato corto delle casse con il sistema di calcolo delle pensioni di tipo retributivo. Dopo oltre 10 anni la situazione non è molto cambiata se si considera che solo i dottori commercialisti e i ragionieri sono passati al metodo di calcolo (meno generoso) di tipo contributivo. La situazione è cambiata?

R. Nel tempo ci sono stati diversi approcci politici a questo aspetto. Credo però che il passaggio al sistema contributivo per tutti sia un percorso inevitabile. E ci si arriverà. Rispetto a dieci anni fa molti iscritti oggi si interrogano sul loro futuro pensionistico e capiscono anche il rischio collasso che corrono alcune gestioni.

D. Qualche nome?

R. Sicuramente gli enti dei medici e dei ragionieri, seppur per motivi diversi.

D. Da ultimo, l'unica riforma che riguarda la previdenza (il passaggio dal 2 al 5% del contributo integrativo) sembra non riuscire a concludere l'iter legislativo. Il ddl in questione paga un prezzo politico? Il suo primo firmatario è Antonino Lo Presti, passato dal Pdl a Futuro e Libertà...

R. Personalmente non ho compreso le osservazioni formulate durante il passaggio al senato che hanno portato al rallentamento dell'iter. Non si può dimenticare che quel provvedimento è stato approvato praticamente all'unanimità alla Camera con un solo astenuto. Quindi credo che il disegno di legge sarà prima o poi approvato. Sarebbe grave se la questione fosse meramente politica.

D. Su quali fronti lavorerà la Bicamerale adesso?

R. Saremo impegnati con l'esame del patrimonio immobiliare degli enti pubblici e privati. Attraverso un questionario standard chiederemo a tutti come è composto il portafoglio, a quanto ammonta, quanti immobili destinati all'uso abitativo in locazione. Partiremo mercoledì con l'Inpdap.

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