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Ricorso dal fallito

del 22/03/2011
di: Pagina a cura di Valerio Stroppa
Ricorso dal fallito
Se il fallimento non ricorre per cassazione può farlo il fallito. La perdita della capacità processuale di quest'ultimo, generata dalla dichiarazione di fallimento relativamente ai rapporti di pertinenza fallimentare, ha carattere relativo. Ciò significa che, a tutela dei creditori, il difetto di capacità può essere eccepito dal solo curatore, e quindi né dalla controparte né d'ufficio dal giudice. Tale incapacità assume carattere assoluto (ed è quindi opponibile da chiunque, oltre che rilevabile d'ufficio) solo nel caso in cui la curatela abbia dimostrato il suo interesse per il rapporto oggetto della lite. Lo afferma la sezione tributaria della Cassazione con sentenza 5571/11 del 9 marzo 2011.

La controversia nasce da una rettifica Iva nei confronti di una srl, ex art. 54 dpr 633/72. La società aveva chiesto l'imposta a rimborso, non esibendo però scritture contabili, distrutte da un incendio. L'ufficio aveva quindi recuperato l'Iva portata in detrazione, considerando imponibili le esportazioni e irrogando sanzioni.

Da qui il ricorso, presentato dal curatore fallimentare della società, il quale lamentava che l'ufficio aveva applicato l'art. 54 (esame preventivo della contabilità), invece dell'art. 55 (ricostruzione induttiva della contabilità). L'Agenzia sosteneva la mancata esibizione della documentazione contabile e quindi il conseguente onere a carico dell'impresa di documentare gli acquisti e le vendite. La Ctp Napoli rigettava il ricorso, così anche la Ctr Campania. Questa affermava che, essendo le scritture andate distrutte, la società avrebbe dovuto ricostruire la documentazione, chiedendo a fornitori e clienti copia delle fatture. Il curatore fallimentare non impugnava ulteriormente la sentenza, cosa che invece faceva il rappresentante legale della società fallita. Il sostituto procuratore generale presso la Cassazione ha sollevato l'eccezione di inammissibilità relativa alla mancanza di legittimazione processuale del fallito. Tesi non condivisa dalla sezione tributaria, secondo cui l'assenza di capacità processuale del fallito può essere eccepita solo dal curatore, salvi casi in cui la curatela abbia «dimostrato il proprio interesse per il rapporto dedotto in lite». Nel caso in esame il curatore, dopo aver contestato la pretesa erariale nei gradi di merito, non ha presentato ricorso per cassazione. Viceversa, il fallito si è costituito davanti alla corte «non in proprio, ma quale rappresentante della società», dice la sentenza, «per cui, sussistendo una continuità di presenza del soggetto interessato alla controversia, rimane legittima la costituzione della società, sia pure nella persona del fallito, in questo giudizio di legittimità». Il ricorso viene rigettato, in quanto «l'incolpevole perdita della contabilità richiesta per la detrazione di Iva a credito non introduce una presunzione di veridicità». La richiesta del ricorrente doveva quindi trovare conferme testimoniali o presuntive, nell'impossibilità di esibire le fatture. In questo caso, però, «nessuna prova è stata offerta, essendosi limitata la parte ricorrente ad invocare l'illegittimità dell'accertamento subito».

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