Consulenza o Preventivo Gratuito

Dai legali di Bologna la consulenza gratuita

del 22/03/2011
di: Gabriele Ventura
Dai legali di Bologna la consulenza gratuita
Consulenza a cittadini e professionisti sul nuovo strumento della conciliazione obbligatoria, entrato in vigore ieri. È l'iniziativa lanciata dall'ordine degli avvocati di Bologna, che ha attivato uno sportello informativo sulla mediazione. Il servizio, gratuito, opererà tutti i giorni presso il tribunale civile, con 50 avvocati a disposizione. Si tratta di un'iniziativa volta a colmare le lacune informative che hanno accompagnato il via libera al dlgs n. 28/2010. A oggi, infatti, l'unico strumento in mano al cittadino obbligato a mediare e in cerca di un organismo di conciliazione, resta l'elenco pubblicato sul sito del ministero della giustizia e che proprio ieri è stato arricchito fino a giungere a 630 riferimenti. Un elenco che spesso, però, si rivela un vero e proprio dedalo per avere informazioni su tariffe, modalità, cosa succede in caso di esito negativo, contatti e via dicendo. Soprattutto nel caso degli organismi che fanno capo a quei consigli dell'ordine forense che non hanno ancora attivato un sito ad hoc. Mentre, dall'altro lato, camere di commercio e organismi indipendenti «guidano» il cittadino passo passo offrendogli tutte le informazioni del caso.

«La consapevolezza informata di chi si rivolge a questi organismi», spiega Annalisa Atti, referente per la mediazione dell'ordine forense di Bologna, a proposito del nuovo servizio, «le importanti influenze, sul successivo processo, dell'eventuale esito negativo del procedimento di mediazione, la tenuta degli accordi eventualmente raggiunti, sono tutti importanti argomenti sui quali è opportuno che i cittadini vengano informati». «Le conseguenze di una mediazione fai da te, di una inconsapevole o non informata scelta e partecipazione al procedimento», conclude Atti, «potrebbero avere effetti davvero gravi sui diritti e sugli interessi dei cittadini coinvolti».

Quanto agli altri ordini forensi, è stata inaugurata ieri, al tribunale di Pescara, la Camera di conciliazione forense dell'ordine abruzzese. A Pescara, hanno frequentato il corso già 80 mediatori e attualmente sono in atto una ventina di conciliazioni. Il presidente dell'ordine, Lucio De Benedictis, ha sottolineato che la posizione dell'avvocatura rispetto alla conciliazione non è di assoluto contrasto. «Chiediamo, però, delle modifiche in quanto ci sono alcuni aspetti negativi», ha detto.

Molte richieste di informazioni stanno arrivando anche all'organismo di conciliazione di Firenze, nato dal progetto unitario di avvocati, commercialisti e notai. «Per adesso però le domande depositate in ambito di obbligatorietà sono solamente due», afferma la coordinatrice della segreteria, Leonarda Grechi, «e da questo punto di vista ci aspettavamo qualcosa in più. Conti più indicativi, però, li potremo fare solo tra una quindicina di giorni dato che venerdì scorso molti avvocati sono corsi in tribunale per notificare le istanze che rientravano nella nuova normativa». In ogni caso, l'organismo fiorentino, che conta su 20 mediatori e sta vagliando altre 150 richieste, stima in 600-700 le procedure che dovrebbero arrivare da qui a fine anno.

L'ordine degli avvocati di Roma è invece sempre in prima linea nella protesta contro la nuova normativa. Domenica, infatti, ha pubblicato una delibera su un noto quotidiano capitolino, per denunciare l'indifferenza della politica alla protesta dell'avvocatura. «Contestiamo anche le complicazioni burocratiche per l'accreditamento del nostro organismo di conciliazione», afferma il presidente, Antonio Conte, «il ministro sembra infatti voler privilegiare altri enti che nulla hanno a che vedere con gli avvocati».

Contro le lungaggine dell'iter di accreditamento protesta anche il presidente dell'ordine degli avvocati di Napoli, Francesco Caia. «Il nostro organismo è in fase di accreditamento», spiega, «si tratta però di un ritardo voluto perché speravamo in un rinvio dell'entrata in vigore della normativa. L'iter avrà tempi lunghi, anche 40 giorni, e in più abbiamo segnalato al ministero tutte le criticità del caso, a partire dal fatto che i locali che ci ha messo a disposizione il Tribunale sono interamente da rimettere a nuovo. Ma la nostra voce e quella di tutti gli altri ordini è rimasta inascoltata».

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