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Scambi Ue, rimborsi Iva al 31/3

del 19/03/2011
di: di Franco Ricca
Scambi Ue, rimborsi Iva al 31/3
Il prossimo 31 marzo scade il termine per richiedere il rimborso dell'Iva pagata in altri stati membri dell'Ue in relazione agli acquisti di beni e servizi ivi effettuati nel 2009. Il termine è stato così prorogato, rispetto alla scadenza naturale del 30 settembre 2010, dalla direttiva 2010/66/Ue del 14 ottobre 2010, recepita con provvedimento dell'agenzia delle entrate dell'11 novembre 2010, in considerazione delle difficoltà sorte in vari paesi dell'Ue in fase di avvio della nuova procedura telematica di presentazione e gestione delle istanze. Come si ricorderà, infatti, la materia in questione è stata notevolmente innovata, proprio dal punto di vista procedurale, dalla direttiva 2008/9/CE del 12 febbraio 2008, con effetto dalle istanze presentate a partire dal 2010. Il diritto al rimborso dell'Iva pagata da un soggetto passivo comunitario in uno stato membro diverso da quello nel quale è stabilito si fonda sui medesimi presupposti del diritto alla detrazione. Pertanto, per poter ottenere il rimborso nell'altro stato membro, il soggetto passivo deve effettuare operazioni che danno diritto alla detrazione nello stato membro in cui è stabilito; nel caso di effettuazione di operazioni con parziale diritto alla detrazione, il diritto al rimborso spetta parzialmente, in base al pro rata. Dal punto di vista oggettivo, invece, il diritto al rimborso sconta gli stessi limiti che la normativa dello stato membro del rimborso pone in relazione al diritto alla detrazione; così, ad esempio, i soggetti di altri paesi Ue che intendono richiedere il rimborso dell'Iva pagata in Italia, dovranno tenere conto delle limitazioni oggettive previste dall'art. 19-bis1 del dpr 633/72. La normativa prevede ulteriori vincoli. Il rimborso non può essere richiesto, infatti, dal soggetto passivo che, nel periodo di riferimento, nello stato membro del rimborso:

- disponeva di una stabile organizzazione, dovendo in tal caso l'imposta essere recuperata da parte della branch attraverso l'ordinario istituto della detrazione nella dichiarazione

- ha effettuato operazioni territoriali diverse dalle prestazioni di trasporto non imponibili e da quelle ad esse accessorie, nonché dalle cessioni di beni e dalle prestazioni di servizi per le quali debitore dell'Iva è il committente o il cessionario con il meccanismo dell'inversione contabile.

È da osservare che, in armonia con la direttiva comunitaria, le norme nazionali non configurano più come ostativa al rimborso l'eventuale esistenza di un rappresentante fiscale del soggetto estero; sul punto, si attendono però chiarimenti, in quanto sono state registrate indicazioni non conformi.

Per quanto concerne specificamente il rimborso dell'imposta assolta da soggetti passivi italiani negli altri stati membri dell'Ue, dall'anno scorso la materia è disciplinata dall'articolo 38-bis1 del dpr 633/72 e dal provvedimento attuativo del 1° aprile 2010 dell'agenzia delle entrate. Il comma 2 dell'art. 38-bis1 prevede che l'agenzia, ricevuta l'istanza telematica dell'interessato, provvede a inoltrarla allo stato membro del rimborso (ossia quello nel quale sono stati effettuati gli acquisti), salvo che riscontri che il richiedente, nel periodo di riferimento della richiesta:

- non ha svolto un'attività rilevante ai fini Iva

- ha effettuato unicamente operazioni che non consentono la detrazione

- si è avvalso del regime dei contribuenti minimi oppure del regime speciale dei produttori agricoli.

In presenza delle suddette cause ostative, il Centro operativo di Pescara, entro quindici giorni dalla ricezione dell'istanza, emette un provvedimento di rigetto e lo notifica, anche tramite mezzi elettronici, al richiedente, che potrà impugnarlo secondo le disposizioni sul contenzioso tributario. Se non riscontra incongruenze, invece, l'agenzia inoltra la richiesta allo stato membro di destinazione, il quale provvederà all'erogazione del rimborso, eventualmente previa esecuzione dei controlli di merito ritenuti opportuni, nel rispetto dei tempi dettati dalla direttiva 2008/9/CE, che prevede la conclusione dell'iter, al massimo, dopo otto mesi dalla ricezione dell'istanza. Il rimborso può essere richiesto con riferimento ad un periodo non inferiore al trimestre solare, né superiore all'anno solare.

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