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Avvocati in piazza

del 16/03/2011
di: di Gabriele Ventura
Avvocati in piazza
Oltre 2 mila avvocati in piazza contro la conciliazione obbligatoria. Sono queste le attese del presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio de Tilla, sulla partecipazione alla manifestazione che si svolgerà oggi a Roma, indetta dall'Oua, contro l'entrata in vigore, lunedì prossimo, del dlgs n. 28/2010. La giornata di protesta partirà alle 10 con un'assemblea nazionale al teatro Capranica e continuerà con una manifestazione davanti a Montecitorio, prevista per le 13. In piazza, stando alle stime dell'Oua, scenderanno più di 2 mila avvocati in rappresentanza di oltre 130 ordini di tutta Italia e la quasi totalità delle associazioni forensi, escluse le Camere penali che si sono dissociate. La protesta di oggi darà poi avvio a una serie di giornate di sciopero che andranno avanti fino al 22 marzo prossimo, in cui, sempre secondo l'Oua, «200 mila avvocati incroceranno le braccia. La mediazione finalizzata alla conciliazione obbligatoria viola ben sette punti della nostra Costituzione», spiega de Tilla. «Anzitutto va chiarito che il legislatore delegante aveva stabilito che dovesse essere introdotto un meccanismo di conciliazione, ma non ne aveva affatto previsto la obbligatorietà, né aveva consentito che essa potesse essere considerata condizione di procedibilità della domanda giudiziaria». Tra le ultime adesioni alla protesta, ha deliberato in questo senso la Cassa forense, dichiarando di condividerne i motivi. In particolare, si legge nel documento, il cda della Cassa «manifesta forte preoccupazione in merito all'impatto che l'introduzione della media-conciliazione avrà inevitabilmente nei confronti dei redditi degli avvocati iscritti». Impatto che risulta particolarmente pesante considerata «la grave crisi economica che investe l'intera avvocatura, soprattutto nei giovani e nelle fasce più deboli». Il cda della Cassa, inoltre, sottolinea come «la prevedibile ulteriore contrazione dei redditi degli avvocati, in conseguenza della media-conciliazione produrrà una riduzione del gettito contributivo e avrà ripercussioni sulla stabilità finanziaria del sistema di sicurezza sociale degli avvocati nel medio e lungo periodo». Confermata, poi, l'adesione da parte dei giovani avvocati dell'Aiga. «Aderiremo anche noi allo stato di agitazione e di astensione dalle udienze penali, civili, amministrative e tributarie proclamati dall'Oua», spiega il presidente, Giuseppe Sileci, «poiché contestiamo l'entrata in vigore, la prossima settimana, della media-conciliazione obbligatoria». Infine, l'ordine degli avvocati di Milano ha ribadito ieri in conferenza stampa la propria adesione alle iniziative dell'Oua. «L'avvocatura», ha rimarcato il presidente Paolo Giuggioli, «ha evidenziato da tempo i profili della normativa sulla mediazione sui quali sarebbe stata necessaria maggiore attenzione da parte del legislatore.
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