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Le quote rosa garantite nei cda

del 16/03/2011
di: di Simona D'Alessio
Le quote rosa garantite nei cda
Con 203 voti favorevoli, 14 contrari e tre astenuti l'aula di palazzo Madama ha approvato il disegno di legge per imporre una soglia minima del 30% di donne nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in borsa, e a partecipazione pubblica. La norma sulle «quote rosa» stabilisce, infatti, che i vertici dovranno essere composti, fra il 2012 e il 2015, per almeno un quinto da membri di sesso femminile, percentuale che salirà a un terzo fra il 2015 e il 2018. Una svolta «non solo economica, ma culturale», ha commentato Lella Golfo, deputata del Pdl prima firmataria del testo, confidando nel semaforo verde definitivo (il ddl tornerà a Montecitorio per la terza lettura) «proprio nel 150° anniversario dell'unità d'Italia: un riconoscimento a tutte le donne che hanno contribuito a fondare la nostra nazione, e un segnale di continuità con le nuove generazioni che quest'Italia vogliono e devono rifondare ogni giorno e far crescere e prosperare». Non è filato tutto liscio ieri in assemblea, dove un drappello di senatori ha espresso contrarietà: i radicali non hanno partecipato al voto, così come Adriana Poli Bortone (Io Sud-coesione nazionale), ma anche il pidiellino Antonino Caruso. Astenuti (al senato è come esprimere un «no») altri esponenti di centrodestra (Maurizio Castro, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi, Franco Orsi, Lucio Malan), parere negativo senza incertezze da altri tre loro colleghi (Francesco Casoli, Andrea Pastore e Piero Longo). La norma sancisce che la presenza «rosa» nelle stanze del potere non durerà in eterno, ma il criterio si applica per tre mandati consecutivi. E se al vertice delle aziende si volesse ignorare la legge? Non sarebbe una mossa conveniente, visto che, in caso di inadempienza ci sarà una diffida da parte della Consob a reintegrare il cda, o i collegi entro quattro mesi; e, se i soggetti interessati non si adegueranno, scatterà un'ulteriore diffida di tre mesi e sanzioni pecuniarie da 100 mila a un milione di euro per i cda, e da 20 mila a 200 mila per i collegi sindacali. Nell'eventualità la resistenza fosse a oltranza, il cda e gli organi di controllo decadranno. A vigilare sull'applicazione delle quote sarà la Consob per le spa, mentre per le società pubbliche un odg di Cinzia Bonfrisco (Pdl), accolto dal governo, impegna l'esecutivo a individuare la Civit (Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche) come autorità di vigilanza.
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