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Piccole ma favorite

del 16/03/2011
di: La Redazione
Piccole ma favorite
Il 60% degli incentivi statali di natura automatica e valutativa sarà destinato alle micro, piccole e medie imprese. Questa la nuova riserva prevista dall'articolo 13 dello Statuto delle imprese, approvato ieri all'unanimità dalla camera. Il ddl, che passerà ora al Senato, è volto a stabilire i diritti fondamentali delle imprese definendone lo statuto giuridico, con particolare riferimento a quelle di micro, piccole e medie dimensioni, relativamente alle quali si intendono recepire le indicazioni contenute nello Small Business Act adottato a livello comunitario. In particolare le finalità del provvedimento esplicitate dall'articolo 1 sono, tra l'altro: riconoscere il contributo fondamentale delle imprese alla crescita dell'occupazione e allo sviluppo economico; sostenere l'avvio di nuove imprese, in particolare da parte dei giovani e delle donne e adeguare l'intervento pubblico alle esigenze delle micro, piccole e medie imprese.

«L'approvazione di un emendamento della Lega Nord secondo cui i contributi e le agevolazioni saranno destinati al 60% alle micro, piccole e medie imprese, rappresenta un risultato storico per un paese come il nostro, la cui Economia poggia per il 95 percento su aziende addirittura con meno di dieci dipendenti», ha dichiarato il capogruppo della Lega Nord alla camera Marco Reguzzoni: «Un altro emendamento approvato», ha spiegato il capogruppo leghista, «prevede poi un'ulteriore condizione: un quarto di contributi e agevolazioni dovrà essere obbligatoriamente dato alle piccole e piccolissime imprese, quelle con meno di dieci dipendenti». «I numeri parlano chiaro», ha sostenuto Reguzzoni, «quelle che dall'Unione europea sono definite medie e piccole imprese rappresentano la quasi totalità del nostro tessuto produttivo: il 99,9% delle imprese ha meno di 250 addetti e di queste la stragrande maggioranza sono micro imprese». «Lo Statuto delle piccole e medie è un primo passo, ma non è certamente un provvedimento risolutivo perché non contiene né misure economiche concrete né agevolazioni fiscali a favore delle imprese». Questo, invece, il commento di Gabriele Cimadoro, capogruppo Idv in commissione attività produttive della camera. «Grazie agli emendamenti targati Idv», ha aggiunto Cimadoro, «sono stati introdotti principi importanti, come quello della responsabilità sociale delle imprese, del riconoscimento dell'apporto fondamentale alla crescita e alla prosperità economica del paese, la fondamentale cooperazione strategica tra le università e le micro, piccole e medie imprese, nonché al riconoscimento dei doveri cui l'imprenditore è tenuto ad attenersi nell'esercizio della propria attività». «Nello Statuto delle imprese troviamo risposte alle nostre aspettative per modificare l'approccio dello Stato alle piccole e medie imprese e per liberarle da costi e vincoli che ne comprimono le potenzialità», commenta il presidente di Rete Imprese Italia Giorgio Guerrini. «Confidiamo in un iter parlamentare rapido per arrivare al via libera definitivo su un provvedimento che deve dare presto i suoi frutti. Servono subito interventi che pongano la piccola e media impresa al centro delle strategie di sviluppo del Paese».

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