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Biogas, Iva al 10%

del 16/03/2011
di: Andrea Bongi
Biogas, Iva al 10%
Gli impianti di captazione del biogas, qualificabili come opere di urbanizzazione/attrezzature sanitarie, beneficiano dell'aliquota Iva agevolata del 10%. Gli stessi non sono però qualificabili come impianti di produzione e distribuzione di «calore energia e di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica ed eolica» altra fattispecie che beneficia dell'aliquota ridotta.

La conferma dell'aliquota agevolata per gli impianti di captazione dei biogas è contenuta nella risoluzione n. 34/e diffusa ieri dall'Agenzia delle entrate.

La strada che conduce all'aliquota ridotta di questi impianti non è dunque quella delle energie rinnovabili e pulite. Secondo le entrate infatti questi impianti, pur producendo un'energia rinnovabile e pulita, non derivano dalla fonti circoscritte e non ampliabili in via analogica, dalla norma agevolativa di cui all'articolo 127-quinquies della tabella allegata al dpr 633/72.

La possibilità di applicare anche a questi impianti l'aliquota Iva ridotta del 10% deriva, secondo la risoluzione in commento, dalla circostanza che gli stessi possono essere qualificati tra le opere di urbanizzazione secondaria come «attrezzature sanitarie» ai sensi delle disposizioni del codice dell'ambiente (dlgs 152/2006).

Gli impianti di captazione dei biogas sono, in altre parole, parte integrante degli impianti di smaltimento dei rifiuti sui quali sono installati e come tali, secondo quanto disposto anche dal Ministero dello sviluppo economico, devono essere considerati parte delle opere di urbanizzazione/attrezzature sanitarie relative all'attività di distruzione e riutilizzo dei rifiuti.

È per questa via dunque che tali impianti possono beneficiare dell'aliquota ridotta Iva del 10% come «opere di urbanizzazione/attrezzature sanitarie» anch'esse indicate al n. 127-quinquies della tabella A, parte III del dpr 633/72.

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