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Effetto domino sulla prima casa

del 16/03/2011
di: di Andrea Bongi
Effetto domino sulla prima casa
Agevolazioni prima casa nell'ipotesi di più eredi o donatari: se il dichiarante mente anche gli altri perdono i benefici. Poiché infatti in questi casi la legge concede l'accesso ai benefici in presenza di almeno un beneficiario che attesti nella dichiarazione di successione o nell'atto di donazione, il possesso dei requisiti richiesti, nel caso di falsa dichiarazione di quest'ultimo, perdono il beneficio sia l'erede o il donatario dichiarante sia gli altri beneficiari mentre la sanzione sarà applicata solo nei confronti del dichiarante stesso come unico colpevole di dichiarazione mendace.

È questo, in estrema sintesi, il chiarimento fornito dalle Entrate con la risoluzione n. 33 di ieri in tema di accesso ai benefici prima casa per le imposte ipotecarie e catastali nell'ipotesi di successioni o donazioni in presenza di più eredi o donatari.

La conclusione delle Entrate trae origine direttamente dalla disposizione normativa contenuta nell'articolo 69, comma 3, della legge n.342/2000 ai sensi della quale le imposte ipotecarie e catastali sono applicate nella misura fissa per i trasferimenti di case di abitazione non di lusso derivanti da successioni o donazioni quando, in capo al beneficiario o, nel caso della pluralità di beneficiari, per almeno uno di essi sussistano le condizioni previste in materia di acquisto della prima casa di abitazione dalla normativa del tributo di registro (dpr 131/86, articolo 1, comma 1, quinto periodo della tariffa allegata).

Partendo dal suddetto presupposto normativo la questione principale da risolvere era dunque quella di stabilire gli effetti derivanti da una mendace dichiarazione resa negli atti specificati da uno degli eredi o donatari in ordine al possesso dei requisiti «prima casa».

La mendacità della dichiarazione resa, si legge nel testo della risoluzione, potrà essere imputata unicamente al soggetto che l'ha resa al quale saranno applicate le relative sanzioni prevista dalla legge. Poiché gli effetti di tale dichiarazione mendace renderanno prive di efficacia fin dall'origine le dichiarazioni stesse risulta altresì evidente che la perdita dei benefici riguarderà anche tutti gli altri soggetti beneficiari (altri eredi o donatari).

Analoghe conseguenze si produrranno anche nell'ipotesi in cui il soggetto dichiarante non provveda al trasferimento, entro i successivi diciotto mesi dall'acquisizione dell'immobile, della sua residenza nel comune ove è ubicato l'immobile oggetto di successione o donazione.

Anche nell'ipotesi in cui il beneficiario dichiarante provveda alla rivendita dell'immobile prima del compimento del quinquennio e senza procedere al riacquisto entro l'anno di altro immobile con caratteristiche «prima casa», si avranno le stesse conseguenze e quindi la decadenza per intero del beneficio concesso all'atto della successione o donazione e l'applicazione delle sanzioni unicamente in capo al dichiarante.

Se invece la rivendita nel quinquennio avviene da opera di uno degli altri coeredi o donatari non dichiaranti, la stessa, si legge nella risoluzione in commento, non comporterà alcuna decadenza dal beneficio originariamente concesso nemmeno limitatamente al soggetto che ha proceduto con la cessione dell'immobile stesso.

In queste ultime ipotesi infatti la rivendita della quota di proprietà nell'arco del quinquennio risulta del tutto irrilevante ai fini dell'originario beneficio poiché, recita testualmente la risoluzione, non risulta possibile «... perdere né mantenere un requisito che, di fatto, non era richiesto né posseduto ad origine».

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