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Bonus pure all'intermediario

del 15/03/2011
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Bonus pure all'intermediario
L'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro, ipotecaria proporzionale, e dall'imposta di bollo, nonché l'esenzione stessa sulle concessioni governative spettante sui finanziamenti superiori ai diciotto mesi erogati da aziende di credito, compete anche quando l'intermediario finanziario non sia una banca; infatti le agevolazioni fiscali, che possono presentare margini interpretativi (e quindi non impediscono una interpretazione logica) non sono strettamente legate alla natura giuridica del soggetto erogante, bensì al tipo di attività e all'erogazione del credito agevolato. Sono le interessanti conclusioni cui è giunta la cassazione tributaria nella sentenza n.5845/11 di venerdì scorso. La vertenza trae origini da un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia di Siena intendeva revocare le agevolazioni fiscali previste dall'articolo 15 del dpr n.601/73 e richieste da una azienda olearia del luogo in relazione a un contratto di finanziamento erogato da Sviluppo Italia spa per la costruzione di un opificio industriale. La fase processuale di merito vedeva in primo grado vittorioso il contribuente; la decisione, completamente ribaltata dalla Ct regionale di Firenze, trovava nuove conferme dalla cassazione, che così annullava, definitivamente, la illegittima pretesa erariale. «È incontestato che il finanziamento erogato da Sviluppo Italia spa», osservano gli ermellini, «rientri nelle operazioni relative a finanziamenti a medio e lungo termine di durata contrattuale superiore a 18 mesi»; il collegio supremo aggiunge come nel caso di concessione di finanziamenti agevolati, o aventi gestione di fondi pubblici, il TU bancario abbia previsto la piena equiparazione tra banche e intermediari finanziari che, come Sviluppo Italia spa, siano iscritti nell'elenco speciale di cui all' articolo 107 del TU n.385/93 . Ne consegue che la estensione della vigente disciplina delle agevolazioni fiscali previste per le diverse tipologie di finanziamenti agevolati deve essere intesa in funzione dell'attività di erogazione del credito e non anche in relazione alla natura giuridica del soggetto erogatore che può essere tanto una banca, quanto un intermediario finanziario iscritto nell'elenco speciale tenuto dalla Banca d'Italia. Il collegio conclude affermando come l'ordinamento del settore bancario vigente al tempo dell'entrata in vigore del dpr n.601/1973 giustificasse la individuazione delle «aziende, istituti di credito e loro sezioni o gestioni» quali enti erogatori del credito a medio e lungo termine. Successivamente, con la riforma del sistema bancario attuata con dlgs n.385/1993, tale limitazione non corrisponde più alla mutata realtà giuridica, sia per la intervenuta soppressione degli istituti di credito e alla contestuale emersione, accanto alla banca, di altri soggetti (enti di intermediazione finanziaria) autorizzati allo svolgimento della medesima attività di finanziamento.

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