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Giocattoli con il bollino di sicurezza per accedere ai mercati europei

del 15/03/2011
di: di Marilisa Bombi e Gianni Macheda
Giocattoli con il bollino di sicurezza per accedere ai mercati europei
Giocattoli con patente di sicurezza CE per circolare in Europa. Perché prima di immettere un giocattolo sul mercato, i fabbricanti dovranno effettuare un'analisi dei pericoli chimici, fisico-meccanici ed elettrici, di infiammabilità, di igiene e di radioattività che lo stesso può presentare. Non solo. Il produttore sarà tenuto anche ad effettuare una valutazione della potenziale esposizione del minore a tali pericoli. Lo prevede lo schema di decreto legislativo varato il 10 marzo scorso dal consiglio dei ministri sulla base della delega contenuta nella legge comunitaria 2009 ed in attuazione della specifica direttiva comunitaria 2007/48/CE. Insomma, tutti i giocattoli immessi sul mercato dovranno essere conformi ai requisiti essenziali di sicurezza che lo stesso decreto stabilisce puntualmente. «I giocattoli, comprese le sostanze chimiche che contengono, non devono compromettere la sicurezza o la salute dell'utilizzatore o dei terzi, quando sono utilizzati conformemente alla loro destinazione o quando ne è fatto un uso prevedibile in considerazione del comportamento abituale dei bambini. Si deve tenere conto dell'abilità degli utilizzatori e, se del caso, di chi effettua la sorveglianza, in particolare per quanto riguarda i giocattoli che sono destinati ai bambini di età inferiore a 36 mesi o ad altri gruppi di età». Ma c'è di più, laddove necessario, precisa l'articolo 10 dello schema di decreto, apposite avvertenze dovranno indicare le opportune restrizioni relative agli utilizzatori e le istruzioni per l'uso, richiamando l'attenzione degli utilizzatori o di chi effettua la sorveglianza sui pertinenti pericoli e sui rischi di danno che l'uso dei giocattoli comporta e sul modo di evitare tali rischi e pericoli tenendo peraltro conto che i giocattoli immessi sul mercato devono essere conformi ai requisiti essenziali di sicurezza per tutta la durata di impiego prevedibile e normale dei giocattoli stessi. Giocattoli marcati CE, quindi, perché soltanto in questo caso si presumono conformi al decreto. Poiché, tuttavia, non è facile diffidare dalle imitazioni, e ne sanno qualcosa gli organi di polizia che dispongono abitualmente il sequestro di prodotti cinesi, importati illegalmente, il decreto sulla sicurezza dei giocattoli ha riservato un intero capo agli obblighi dei fabbricanti, dei rappresentanti autorizzati, degli importatori e dei distributori. In particolare, i fabbricanti dovranno preparare la documentazione tecnica ed eseguire la procedura di valutazione della conformità. Soltanto qualora la conformità di un giocattolo alle prescrizioni sia stata dimostrata, i fabbricanti avranno la possibilità di redigere la dichiarazione CE di conformità, apponendo la relativa marcatura. Novità anche in materia di reclami. Infatti, ai produttori sarà fatto obbligo «laddove ritenuto necessario in considerazione dei rischi presentati da un giocattolo» di eseguire, per proteggere la salute e la sicurezza dei consumatori, prove a campione dei giocattoli, svolgere indagini e, se del caso, tenere un registro dei reclami dei giocattoli non conformi e dei richiami di giocattoli, informandone i distributori. Ma il dlgs sicurezza giocattoli non trascura di riconoscere anche al rivenditore un importante ruolo nella filiera. Infatti, i cosiddetti operatori economici dovranno fornire, su richiesta dell'autorità di vigilanza, le informazioni circa i fornitori e gli acquirenti, qualora si tratti di grossisti. Per questo dovranno conservare i relativi dati di acquisto per un periodo di dieci anni. Fabbricanti e distributori, qualora utilizzino un proprio marchio, dovranno d'ora innanzi garantire che «sui loro giocattoli sia apposto un numero di tipo, di lotto, di serie, di modello oppure un altro elemento che consenta la loro identificazione, oppure, qualora le dimensioni o la natura del giocattolo non lo consentano, che le informazioni prescritte siano fornite sull'imballaggio o in un documento di accompagnamento del giocattolo». Per il presidente di Accredia, Federico Grazioli, «il decreto legislativo non si limita ad adeguare l'impianto normativo al progresso tecnologico dei prodotti, garantendo una maggiore sicurezza, ma risponde all'esigenza di uniformarsi al nuovo quadro comune per la commercializzazione dei prodotti, che disciplina l'attività di accreditamento, la marcatura CE e la vigilanza del mercato. Il decreto che recepisce la direttiva 2009/48/CE, infatti, prevede - e sta qui l'importante novità – che l'accreditamento Accredia diventi prerequisito per la notifica degli organismi che effettuano la valutazione di conformità dei giocattoli».

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