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Regioni, buoni pasto off limits

del 12/03/2011
di: di Francesco Cerisano
Regioni, buoni pasto off limits
Le regioni non possono decidere di assegnare buoni pasto ai propri dipendenti perché i ticket costituiscono una componente integrativa della retribuzione, materia assegnata dalla legge alla contrattazione collettiva. E dunque di competenza esclusiva dello stato, ai sensi dell'art. 117 Cost. Lo ha deciso la Consulta nella sentenza n. 77/2011, depositata ieri in cancelleria (e redatta dal giudice Luigi Mazzella), che ha cassato alcune norme della Finanziaria regionale molisana del 2010 (legge n. 3/2010). Nelle disposizioni incriminate si attribuiva alla giunta il potere di adottare una nuova disciplina dei buoni pasto spettanti ai dipendenti regionali, prevedendo l'utilizzo di non più di 120 ticket per lavoratore. Una vera invasione di campo nella materia dell'ordinamento civile (di competenza esclusiva statale) che non è sfuggita alla presidenza del consiglio. La Consulta ha accolto il ricorso di palazzo Chigi stabilendo che la disposizione (art. 18, comma 4) «disciplinando un aspetto del trattamento economico dei dipendenti della regione, il cui rapporto è stato privatizzato, invade la competenza esclusiva statale in materia».

Ma la Finanziaria molisana 2010 è finita sotto la scure della Corte anche per un altro aspetto. Pur essendo stata commissariata a causa del deficit sanitario, la regione non c'aveva pensato due volte a prorogare i contratti del personale precario. Ma secondo i giudici delle leggi si è trattato di proroghe talmente ampie «da comportare il serio rischio di pregiudicare l'obiettivo dei programmi operativi finalizzati all'attuazione del piano di rientro». Nella sentenza n. 78/2011, sempre depositata ieri, il Molise è stato bacchettato anche su un altro fronte, quello della gestione dell'Azienda sanitaria regionale. La Consulta ha dichiarato illegittime alcune norme della legge n. 8/2010 perché attribuivano alla giunta poteri di controllo troppo stringenti sul direttore generale della Asl tali da determinare «un obiettivo svuotamento dei poteri del commissario ad acta». Infine, nella sentenza n. 79/2011 la Corte ha bocciato l'art. 4, comma 6 del dl n. 40/2010 per non aver previsto la necessaria concertazione in Conferenza stato-regioni sul Fondo per le infrastrutture portuali.

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