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Una class action per la revisione

del 11/03/2011
di: La Redazione
Una class action per la revisione
A quasi un anno dal dlgs 39/2010 sulla nuova revisione legale in Italia, devono ancora essere emanati i decreti attuativi e l'Istituto nazionale revisori legali punta ora il dito contro l'ormai inaccettabile ritardo. «Ancora una volta l'Italia primeggia», evidenzia il presidente dell'Istituto Virgilio Baresi, «nei ritardi sull'attuazione di provvedimenti che recepiscono direttive dell'Unione europea. A distanza di quasi un anno dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del dlgs 39/2010 che delinea il nuovo quadro normativo della revisione legale, siamo infatti ancora in attesa dei decreti attuativi: un ritardo che di fatto ha già generato un danno per gli oltre 70 mila professionisti non iscritti ad alcun ordine professionale, che si può quantificare in quasi 2 miliardi di euro di mancati compensi professionali che in buona parte vengono introitati da organizzazioni professionali straniere, con un danno erariale di quasi 1 miliardo. Nonostante la pregevole volontà manifestata concretamente dal referente del Mef in tale materia, constatiamo purtroppo una carenza nelle capacità oggettivo-organizzative del ministero che si attarda a dare un legittimo epilogo a ben 17 decreti da emanare. Non possiamo più accettare questa inspiegabile lungaggine procedurale e al prossimo Consiglio nazionale dell'Inrl, previsto per il 25 marzo, analizzeremo con attenzione l'eventualità di promuovere azioni incisive e occorrendo una class action per gravi e palesi inadempienze».

Sulla gravità di questa impasse si sofferma anche Giovanni Puoti, consulente scientifico dell'Inrl, che ha seguito per conto dell'Istituto il difficile processo di avvicinamento all'atto finale del dlgs 39/2010. «Con ben due conferenze di approfondimento, il 13 ottobre scorso alla camera dei deputati e il 15 dicembre al senato, l'Inrl si è dato carico di monitorare l'iter di realizzazione dei regolamenti di attuazione che sono il presupposto per dare piena applicazione del dlgs 39/2010, in linea con quanto dettato da anni dall'Unione europea. E sia nella prima che nella seconda audizione parlamentare, le amministrazioni competenti erano presenti con autorevoli rappresentanti che oltre ad aver esposto le modalità di attuazione dei decreti, avevano dato ampie rassicurazioni sulla tempistica dei tanto attesi decreti. Siamo ormai a metà marzo, e quindi a tre mesi esatti dall'ultimo incontro in sede parlamentare e non abbiamo ricevuto alcuna buona notizia dal Palazzo».

E in occasione di quei due approfondimenti, la vicepresidente della Commissione commercio internazionale dell'Ue, l'europarlamentare Cristiana Moscardini, aveva condiviso le preoccupazioni dell'Inrl, sollecitandone la rapida e inderogabile emanazione dei decreti, per porre l'Italia al passo con l'Europa.

Accanto a questa rilevante problematica, i vertici dell'Inrl, in questi giorni, hanno avuto anche un importante riunione con il capo gabinetto del ministero del lavoro per aggiornare un'altra rilevante tematica, relativa alla cassa di previdenza dei revisori, sollecitando l'aggregazione della categoria a una importante cassa previdenziale di professionisti che rappresenterebbe il giusto traguardo di rilevante portata per la professione italo-europea dei revisori legali.

L'attivismo dell'Inrl ha portato pure alla definizione del panel del prossimo seminario nazionale di studio promosso in collaborazione con la Ficei, Federazione italiana consorzi enti industrializzazione e il Cosilam, Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio meridionale, che si terrà venerdì 1° aprile a Cassino nell'aula magna del rettorato dell'università.

Il seminario sarà incentrato sul tema di particolare attualità, «Responsabilità penali del revisore legale e dell'amministratore, profili processuali e sostanziali», e vedrà la partecipazione di esponenti degli ordini professionali degli avvocati, dei dottori commercialisti e del presidente del Consiglio regionale del Lazio.

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