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Unico, tranello sugli immobili

del 11/03/2011
di: di Maurizio Bonazzi
Unico, tranello sugli immobili
Istruzioni di Unico e 730 col tranello. Seguendo alla lettera quanto indicato nelle istruzioni che accompagnano i modelli dichiarativi di quest'anno, con riferimento ai casi di esonero dall'obbligo dal pagamento dell'Irpef e di presentazione della dichiarazione, i contribuenti titolari di soli redditi di terreni e fabbricati potrebbero essere indotti in errore. Questo perché dalla tabella intitolata «casi di esonero con limite di reddito» si desume che coloro che possiedono solo redditi fondiari di importo complessivo inferiore a 500 euro, calcolati «senza tener conto del reddito derivante dall'abitazione principale e dalle sue pertinenze», non sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi. Peccato, però, che dalla lettura dell'art. 11 del Tuir si giunga ad una diversa conclusione, ossia che l'Irpef non è dovuta – e quindi il contribuente è esonerato dall'obbligo dichiarativo – solo se l'importo complessivo dei redditi fondiari è (sì) di importo non superiore a 500 euro, ma al lordo (e non al netto) del reddito derivante dall'abitazione principale e dalle sue pertinenze.

Gli esoneri. L'art. 11 del Tuir, ai commi 2 e 2-bis, individua i casi in cui l'Irpef non è dovuta. Il comma 2 riguarda l'ipotesi in cui alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per l'intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e il reddito dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze. Il comma 2-bis, invece, attiene al caso di reddito complessivo formato soltanto da redditi fondiari (terreni e fabbricati situati in Italia) di importo complessivo non superiore a 500 euro. Le istruzioni al modello unico precisano poi che, in generale, è esonerato dalla presentazione della dichiarazione il contribuente, non obbligato alle scritture contabili, che possiede redditi per i quali è dovuta un'imposta non superiore a 10,33 euro. Si tratta dei casi in cui l'imposta lorda (calcolata sul reddito complessivo al netto della deduzione per l'abitazione principale e relative pertinenze) decurtata delle detrazioni (per carichi di famiglia, di lavoro dipendente, pensione e/o altri redditi) e delle ritenute, porta ad un risultato non superiore a 10,33 euro.

La svista. Così inquadrata la questione, risulta evidente che nel caso in cui il contribuente disponga di soli redditi fondiari il cui ammontare complessivo supera l'importo di 500 euro per effetto del possesso dell'abitazione principale (e relative pertinenze), egli sarà tenuto al pagamento dell'imposta sull'imponibile degli immobili diversi dalla dimora abituale, ancorché esso sia inferiore alla predetta soglia. Un esempio aiuta a comprendere il problema. Si consideri il caso di un soggetto proprietario di un terreno, con reddito catastale di 400 euro, e di un fabbricato con una rendita catastale rivalutata pari a 1.000 euro, adibito ad abitazione principale. Seguendo le indicazioni riportate nella tabella sopra il contribuente sarebbe legittimato a non presentare la dichiarazione (e a non pagare) in quanto il reddito complessivo, calcolato senza tener conto dell'abitazione principale, lo porterebbe sotto la soglia dei 500 euro (1.400–1.000=400). In realtà la corretta applicazione dell'art. 11, comma 2-bis, del Tuir conduce nella direzione opposta, ossia che sui 400 euro occorre versare le imposte. E che si tratti di una svista degli estensori delle istruzioni, dovuto con ogni probabilità all'accorpamento dei vari casi di esonero in un'unica tabella, lo si rinviene dalla circolare di liquidazione del modello 730/2011 (allegato D al provvedimento del Direttore dell'Agenzia del 16/2/2011) dalla quale si evince che nel caso sopra ipotizzato il contribuente è comunque tenuto al pagamento (e quindi a presentare la dichiarazione).

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