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Piano d'azione contro l'arretrato

del 11/03/2011
di: di Antonio G. Paladino
Piano d'azione contro l'arretrato
L'arretrato delle cause civili pendenti nei corridoi dei tribunali italiani, sarà presto soltanto un lontano ricordo. I direttori degli uffici giudiziari, infatti, stabiliranno un programma annuale per la gestione del contenzioso civile mettendo nero su bianco un ordine di priorità nella trattazione dei procedimenti. Inoltre, gli stessi potranno stipulare con le facoltà universitarie di giurisprudenza e con le scuole di specializzazione forense, delle convenzioni che permetteranno lo svolgimento di un anno di tirocinio degli specializzandi a fianco dei magistrati. Infine, l'arretrato potrà essere notevolmente ridotto anche grazie all'immissione nei ruoli, di circa 600 giudici onorari ausiliari, scelti tra gli avvocati dello Stato in pensione e i magistrati ordinari, contabili o amministrativi, anch'essi in quiescenza. Infine, stanziati 50 milioni di euro per la completa digitalizzazione degli uffici giudiziari italiani.

Queste alcune delle linee indicative che il governo ha illustrato ieri al termine del consiglio dei ministri, in un apposito «action plan» e con le quali intende abbattere l'annoso problema dello smaltimento delle cause civili pendenti da tempo presso gli uffici giudiziari.

Grazie ad alcune prime disposizioni normative, soprattutto quella relativa all'introduzione del contributo unificato per le opposizioni alle sanzioni amministrative, il governo ha evidenziato che per la prima volta, dopo vent'anni, la tendenza a crescere dell'arretrato civile ha fatto segnare un segno negativo. Al primo semestre 2010, infatti, sono state 460 mila in meno le cause promosse. E senza dimenticare che, dal prossimo 21 marzo, nell'ordinamento italiano entrerà in vigore il primo modulo della mediazione civile. Strumento, questo, che il governo auspica come una notevole deflazione delle cause davanti al giudice, potendo essere risolte innanzi agli organismi di conciliazione.

Sotto questi auspici, l'esecutivo intende proseguire oltre. Nelle prossime settimane, come detto, sarà varato un piano straordinario di smaltimento dell'arretrato civile, sostenuto anche grazie al personale dell'amministrazione giudiziaria, cui saranno previsti «incentivi per il conseguimento dei risultati.

In dettaglio, l'action plan per lo smaltimento dell'arretrato, prevede (sulla scorta del progetto di legge attualmente in Parlamento) che i capi degli uffici giudiziari adottino un programma annuale per la gestione del contenzioso. Programma redatto tenendo conto dei carichi di lavoro dei magistrati che stabilirà «un ordine di priorità nella trattazione delle cause pendenti», con l'obiettivo di ridurre sensibilmente la durata media dei processi. In aggiunta, saranno firmate convenzioni con le facoltà di giurisprudenza, con le scuole di specializzazione delle professioni legali e con i consigli dell'ordine degli avvocati, così da consentire agli specializzandi lo svolgimento di un anno di tirocinio nei medesimi uffici, così che «il magistrato potrà disporre di competenti collaboratori».

Sarà introdotta anche «l'istanza personale di prosecuzione del processo» per le cause in secondo grado e per quelle in Cassazione, cosicché i procedimenti non sostenuti da un interesse specifico della parte, saranno automaticamente estinti. Un colpo all'arretrato arriverà anche dall'immissione, quali giudici onorari ausiliari, di seicento magistrati ordinari amministrativi e contabili, tutti in quiescenza, che definiranno i procedimenti civili «maturi per la decisione» e che i capi degli uffici giudiziari hanno dichiarato «prioritari».

Infine, grazie alla partnership con la funzione pubblica e il ministero della giustizia e confortato dai dati attualmente in suo possesso, l'obiettivo del governo è quello di concludere, al massimo entro un anno e mezzo, la completa digitalizzazione degli uffici giudiziari, stanziando un fondo straordinario di 50 milioni di euro.

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