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Bilanci 2010, i conti con gli Ias

del 09/03/2011
di: Cristina Bartelli
Bilanci 2010, i conti con gli Ias
Le nuove regole Ias impattano sulla determinazione della base imponibile fiscale del 2010. I riflessi della norma introdotta dal dl milleproroghe sono ancora tutti da valutare. L'attuazione infatti è stata affidata a un contenitore successivo, un decreto ministeriale, che dovrà disciplinare la sterilizzazione ai fini fiscali degli Ias di nuova generazione. Ma, intanto, cresce l'allarme tra gli operatori, per quello che rischia di trasformarsi in un rimedio peggiore del male. Ne è convinto il professore Tommaso Di Tanno che osserva a ItaliaOggi: «Una scelta andava fatta perché la situazione italiana, di piena e supina attuazione degli Ias, era ingestibile. Ma la scelta andava fatta per intero e non soltanto, come ha fatto il decreto legge milleproroghe, per i soli Ias approvati dal 2011 in avanti.

«Con la riserva», aggiunge Di Tanno, «per il legislatore di intervenire a modificare anche i risultati dei principi Ias modificati nel 2009 e nel 2010», introducendo, in questo modo, una sorta di tassazione retroattiva. E dunque sotto i riflettori, esposti a eventuali modifiche, potrebbero finire anche i conti delle aziende che hanno applicato nei bilanci l'Ifric 12, quello relativo ai beni in concessione (principio modificato nel 2009).

Il problema, che agita gli operatori, è che ancora i riflessi del «passo storto», come Di Tanno definisce la norma introdotta nel decreto legge milleproroghe, non si conoscono: «Il legislatore si è riservato di intervenire entro il 31 maggio 2011 per gli Ias modificati nel 2009 e nel 2010 e mi pare di capire», riflette Di Tanno, «che i bilanci civilistici, già approvati prima del 31 maggio, e quindi il bilancio 2009 e il bilancio 2010 restano salvi. Diverso il discorso», continua Di Tanno, «per la formazione del bilancio ai fini della determinazione dell'imponibile tributario. La relativa scadenza è il 30 settembre. La norma dunque terrebbe fuori le basi imponibili del 2009 ma inciderebbe per le basi imponibili 2010», conclude il professore Di Tanno. E un'ulteriore critica si concentra sul contenitore scelto dal decreto milleproroghe per fornire tutte le indicazioni di applicazione degli standard contabili internazionali. «Un decreto ministeriale è meno di una legge ordinaria, dovrebbe essere riservato a dare disposizioni organizzative mentre in questo caso dovrà fornire indicazioni di carattere normativo». Spostandosi sui temi di più ampia prospettiva di riforma fiscale oggi a Siena si svolgerà il convegno promosso dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, dall'Università degli Studi di Siena e dal Centro Studi Nuova Economia Nuova Società (Nens), intitolato «Prove tecniche per una nuova Riforma Fiscale». Sul punto Di Tanno, che coordinerà il convegno, osserva che: «La riforma tributaria del 1971 ha esaurito la sua funzione, interventi di modifica soprattutto per le imposte dirette dovrebbero tenere conto che attualmente il prelievo progressivo sull'Iperf si applica, in buona sostanza, solo per il reddito da lavoro dipendente. Bisognerebbe pensare dunque a una imposta generale e progressiva anche per i redditi fondiari, di capitale e diversi». Nella considerazione, poi, che non c'è spazio per ridurre il prelievo è indispensabile «migliorarne almeno la distribuzione e ragionare, in tale contesto, se non possa ipotizzarsi una riduzione dell'imposta sul reddito bilanciata da una qualche forma di tassazione dei grandi patrimoni».

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