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Casse di previdenza, serve un'autorità ad hoc che vigili

del 08/03/2011
di: La Redazione
Casse di previdenza, serve un'autorità ad hoc che vigili
Riportiamo il testo pressoché integrale dell'interrogazione presentata il 22 febbraio scorso da Elio Lannutti (Idv) in merito alla situazione appurata dalla commissione bicamerale di controllo circa gli investimenti finanziari effettuati da parte delle Casse di previdenza privatizzate e in particolare dall'Enasarco:

- Al ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

l'indagine conoscitiva sulla situazione economica e finanziaria delle Casse privatizzate svolta dalla commissione parlamentare bicamerale di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, il cui corposo documento di ben 174 pagine è stato pubblicato in data 19 gennaio 2011, ha messo in luce un ricorso sfrenato a investimenti a rischio, una vera e propria corsa a inserire negli asset, pericolosi titoli tossici, quali Lehman Brothers e Antrachite società, quest'ultima con sede sociale nel paradiso fiscale delle isole Cayman, da parte degli amministratori delle stesse, obbligati secondo le normative vigenti a gestire al meglio i risparmi previdenziali per poter sostenere il pagamento quando viene maturato il diritto futuro alle prestazioni pensionistiche;

da tale indagine, che scatta una fotografia impietosa degli asset, cassa per cassa, negli anni 2008 e 2009, picco massimo della crisi finanziaria e dell'emersione dei titoli cosiddetti «tossici» che hanno portato al tracollo di Lehman, la commissione bicamerale composta da nove deputati e nove senatori, dopo un importante lavoro di indagine e di audizioni dei loro rappresentati, ha analizzato l'asset allocation delle Casse maggiormente esposte (circa i due terzi del totale) rilevando che il 35% degli investimenti mobiliari negli anni 2008 e 2009 era in titoli strutturati, definiti dalla stessa commissione «poco trasparenti» e «ad alto rischio»;

particolare attenzione è stata posta sul Gruppo Lehman Brothers, la banca degli scatoloni fallita sotto il peso dei derivati e dell'azzardo morale il 14 settembre 2008, che alla data del 31 dicembre 2008 vantava un valore nominale dei titoli a emissione diretta del gruppo americano presenti nei portafogli delle Casse, pari a circa 125 milioni di euro, ossia lo 0,83% del patrimonio complessivo, una percentuale che sale al 3,42% se si considera anche l'esposizione indiretta in titoli sottostanti o collegati, come appunto Antrachite;

le Casse di previdenza, invitate a comprimere i costi, elevare l'efficienza, promuovere sinergie, scambi di conoscenze, senza escludere possibilità di fusione, restano libere di scegliere gli asset sui quali investire, devono però evitare, per la sostenibilità delle future prestazioni, per contenere i rischi entro limiti accettabili di sicurezza, quei prodotti derivati e obbligazioni strutturate acquistate con procedure poco trasparenti, probabilmente clientelari in questa misura;

l'Enasarco, la cassa che dovrebbe garantire le pensioni agli agenti di commercio, ha la maggiore esposizione indiretta in titoli Lehman brothers per un valore di 780 milioni di euro; (….).

considerato che:

non riuscendo a comprendere come mai la maggioranza delle stesse casse di previdenza, fosse stata infettata e contaminata dai titoli tossici Lehman Brothers e Antrachite, l'interrogante ha indagato sulla genesi di tale andazzo che va a gravare sugli investimenti della casse, le quali avrebbero l'obbligo di garantire la sostenibilità futura delle prestazioni pensionistiche, scoprendo il piazzista di tali titoli avariati, nella persona di F. L. …;

a cavallo tra il 2007-2008 F. L. … si trasferisce alla Lehman brothers e assieme a due altri colleghi, riesce a piazzare alle casse di previdenza, strumenti finanziari per circa 2 miliardi di euro, con ripetute operazioni effettuate in prevalenza presso la filiale delle Isole Cayman; (…..)

nonostante le dichiarazioni rassicuranti di Andrea Camporese, il presidente dell'Adepp, l'associazione che rappresenta 20 enti privatizzati, secondo il quale i rischi del mercato finanziario possono e devono essere ridotti al minimo, ma non possono essere eliminati, perché la grande crisi del 2008 ha evidenziato una positiva tenuta delle Casse privatizzate, dato che quasi tutti gli istituti hanno recuperato larga parte delle perdite subite tra il 2009 e il 2010, la miniriforma sulle casse di previdenza approvata già dalla camera dei deputati e in sede di esame alla 11ª commissione permanente (lavoro, previdenza sociale) del senato, prevede un consistente aumento del contributo integrativo per le casse di previdenza professionali con un'aliquota del 5%, destinata a gravare sugli «utilizzatori finali», ossia i consumatori e utenti;

le Casse cioè, che applicano il sistema contributivo, potranno elevare l'aliquota di contributo integrativo sino al 5%, dal 2% di oggi, in modo tale da destinarne una quota all'arricchimento dei montanti individuali, aumento che finirà direttamente in parcella a carico del cliente, sul quale peserà l'aggravio finale,

si chiede di sapere:

per quali ragioni i ministri vigilanti sulle casse di previdenza, infettate e contaminate dai titoli tossici Lehman brothers e Antrachite, che hanno messo a repentaglio la stabilità con perdite rilevanti, così come del resto anche i collegi sindacali delle Casse stesse, non abbiano assolto all'obbligo di una verifica preventiva sulla rischiosità dell'investimento e sui proponenti, che erano probabilmente ubicati presso il paradiso fiscale delle isole Cayman; (……) quali siano state le commissioni pagate dalle casse di previdenza «infettate» dai titoli Lehman Brothers ai loro proponenti ed alle banche e se il governo sia in grado di escludere che possano essere state liquidate commissioni extra contabili, per beneficare eventuali «facilitatori» che si sono adoperati per acquistare titoli non conformi ai fini previdenziali;

quali misure urgenti il governo intenda adottare, compresa l'istituzione di una specifica autorità che possa vigilare sulle casse di previdenza e sul risparmio conferito dai loro iscritti, per evitare di mettere a repentaglio, con operazioni ad alto rischio e basso rendimento, la previdenza di milioni di assicurati.

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