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Cda, meno compensi e più donne

del 08/03/2011
di: Anna Irrera
Cda, meno compensi e più donne
Nei Cda delle società quotate italiane, scende la remunerazione degli amministratori, ma sale la presenza delle donne. Nel 2010, infatti, il compenso medio è stato di 235 mila euro, -7% rispetto all'anno precedente. Sono invece, 169 (erano 166 nel 2009 e 125 nel 2006) i consiglieri donna, su un totale di 2.815, di cui 2.646 uomini. Una rappresentanza femminile è presente nei consigli di amministrazione di 127 società, il 47%, rispetto a 124 nel 2009 e 93 nel 2006. Questi alcuni dei risultati della decima edizione dell'Analisi sullo stato di attuazione del Codice di Autodisciplina presentato ieri da Assonime ed Emittenti titoli spa. Il rapporto annuale è basato su un database Assonime ottenuto analizzando le relazioni di corporate governance delle società quotate, documenti di bilancio, comunicazioni sulle remunerazioni e verbali assembleari. L'indagine copre tutte le 272 società italiane quotate presso Borsa Italiana al 31 marzo 2010, le cui relazioni erano disponibili al 31 luglio 2010. Le relazioni fanno riferimento all'applicazione del Codice nel 2009. Dalla prima parte del rapporto emerge che la diminuzione remunerativa, più accentuata per gli amministratori esecutivi(-9%), ha colpito principalmente i settori non finanziari (-10%) ed è attribuibile principalmente a un calo dei bonus: scesi in media da 34 mila a 21 mila euro. Tale taglio è risultato più marcato per gli amministratori delegati (16%) e per i presidenti (31%) . Anche la remunerazione degli amministratori indipendenti ha subito un calo del 3%. Dallo studio emerge inoltre che, il 95% delle quotate italiane ha scelto di aderire formalmente al Codice di Autodisciplina. Quanto ai contenuti delle relazioni, l'identificazione nominativa degli amministratori esecutivi, non esecutivi e indipendenti, risulta sempre disponibile. Gli esecutivi sono pari al 31% dei componenti del Cda; il restante 69% è composto da non esecutivi. Gli indipendenti sono pari al 35% e l'istituzione della figura del Lead independent director è riscontrabile in 100 società (37%). A diversi ruoli corrisponde una diversa retribuzione: sul gradino più alto sono gli amministratori delegati (in media 672 mila euro); seguono i presidenti (555 mila euro); poi altri consiglieri qualificati come esecutivi nelle relazioni (356 mila euro). Molto più giù i non esecutivi (83 mila euro) e i consiglieri indipendenti (53 mila euro.). La remunerazione degli indipendenti varia in proporzione alla dimensione dell'emittente: è 101 mila euro nel Ftse Mib, 48 mila euro tra le Mid cap e 25 mila euro tra le Small cap. La seconda parte del rapporto è un'indagine sul voto di lista e illustra i dati relativi alla presentazione e alla votazione delle liste, di maggioranza e di minoranza, per l'elezione di amministratori e sindaci nell'ultimo triennio. Dallo studio è stato riscontrato che gli amministratori di minoranza sono presenti in circa 100 società quotate (40%). In quasi tutte le altre, invece, il secondo azionista, che pur avrebbe potuto presentare una lista, non ha avuto interesse a farlo. Le «liste di minoranza» sono state 128 per gli amministratori e 113 per il collegio sindacale.

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