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Commercialisti pronti alla media-conciliazione

del 05/03/2011
di: da Bari Ignazio Marino
Commercialisti pronti alla media-conciliazione
In dirittura d'arrivo il regolamento in materia di mediazione e conciliazione del consiglio nazionale dei dottori commercialisti per gli iscritti. In vista del 21 marzo, data di entrata in vigore del tentativo obbligatorio di risolvere le controversie in maniera extragiudiziale prima di rivolgersi a un giudice, infatti, il Cndcec vuol farsi trovare pronto per la sfida e mettere gli ordini territoriali e i professionisti di tutta Italia in grado di lavorare con le stesse regole. A manifestare quanto la categoria guidata da Claudio Siciliotti crede nella riforma (attuata con il dlgs 28/2010) è stato il consigliere delegato alla materia Felice Ruscetta intervenendo al primo meeting nazionale dell'Associazione nazionale dottori commercialisti che si è svolto ieri a Bari. Un evento al quale è intervenuto anche il ministro per gli affari regionali Raffaele Fitto che ha aperto alla possibilità di una proroga sull'attuazione del federalismo regionale.

Mediazione e conciliazione. A pochi giorni (si inizia il 9 marzo) dalla discussione del ricorso contro il dlgs 28/2010 davanti al Tar Lazio, l'avvocatura (Oua) che ha impugnato il decreto e i commercialisti che si presenteranno ad opponendum hanno cercato di trovare un punto d'incontro per evitare quello che Antonino Lo Presti, deputato di Futuro e libertà, ha definito «il rischio di uno scontro corporativo su un provvedimento che invece avrebbe bisogno delle idee delle due categorie per migliorare alcune sue criticità». Il riferimento è alla formazione dei mediatori e dei conciliatori, ma non solo. Convinzione di Maurizio de Tilla, presidente dell'Oua, è infatti che oggi i professionisti italiani non sono ancora pronti a impegnarsi su una sfida che può rivelarsi un boomerang. Come a dire che la formazione va inquadrata su standard di qualità molto più elevati e non su semplici corsi da 50 ore. Un correttivo che Alberto Maritati, senatore del Partito Democratico, inserirà in una proposta di legge contente un restyling del provvedimento. Ma da Marcella Caradonna, componente della commissione arbitrato e conciliazione del Cndcec, è arrivato il distinguo su quanto la categoria già da tempo sta facendo per formare gli iscritti con i richiamati criteri di qualità. Tanto che i commercialisti, oltre al regolamento annunciato, a breve disporranno anche di un apposito codice etico per evitare qualsiasi abuso o conflitto di interessi.

Il federalismo. Altro tema al centro del meeting di Bari è stato il federalismo fiscale. Il ministro Fitto, incalzato da Francesco Boccia della commissione bilancio della Camera, ha aperto alla possibilità di prorogare i termini dell'attuazione del federalismo fiscale. Il consiglio dei ministri dell'altro ieri avrebbe infatti dovuto sancire lo slittamento (dal 21 maggio al 21 settembre) della completa attuazione della riforma. Ma così non è stato (si veda ItaliaOggi di ieri). «Verificheremo la fattibilità della cosa», ha detto Fitto, «e se serve il governo è pronto a prorogare i termini». Al dibattito è intervenuto anche Claudio Siciliotti, presidente del Cndcec, che ha posto l'accento sulla necessità di arrivare a un sistema «in grado di mettere in luce il fallimento di un amministratore politico che non sa gestire le risorse a sua disposizione». A chiudere i lavori Marco Rigamonti. Il presidente nazionale dell'Aidc ha rilanciato il ruolo dei commercialisti in un momento così delicato per il Paese chiamato ad attuare due riforme fondamentali come la mediazione e la conciliazione e il federalismo fiscale. «Con questo meeting», ha detto, «l'Aidc ha voluto proporre due momenti di confronto che allo stesso tempo hanno messo in luce le idee di una categoria per un'Italia che vuole crescere».

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