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Rimborsi Iva, conta anche l'Inps

del 05/03/2011
di: di Franco Ricca
Rimborsi Iva, conta anche l'Inps
Anche i contributi Inps alimentano il tetto dei rimborsi Iva erogabili senza garanzia ai contribuenti «virtuosi». Lo ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 10 del 4/3/2011, sciogliendo i dubbi sulla risoluzione n. 38/2001, con la quale era stato precisato che, ai fini in esame, si dovesse tenere conto di tutti i versamenti tributari e contributivi affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente.

La norma agevolativa. I commi 7 e 8 dell'art. 38-bis del dpr 633/72 esonerano dall'obbligo di prestare garanzia sui crediti Iva richiesti a rimborso i contribuenti che soddisfano i requisiti di affidabilità e solvibilità stabili dalle disposizioni stesse (cosiddetti contribuenti virtuosi), fino a concorrenza dell'importo pari al 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel corso del biennio precedente, assunto al netto dei rimborsi erogati nello stesso periodo senza garanzia. Anche se la circolare non lo specifica, va precisato che l'esonero in esame vale per i rimborsi annuali che si fondano sui presupposti di cui alle lettere a), b) e d) dell'art. 30 (rispettivamente: aliquota media, operazioni non imponibili, operazioni non territoriali), nonché, come ricorda la circolare, per i rimborsi infrannuali richiesti in base ai presupposti delle lettere a) e b). Si deve inoltre ricordare che la sussistenza delle condizioni per l'esonero, riguardo al rimborso annuale, va segnalata compilando il rigo VR9 del quadro VR della dichiarazione annuale e poi attestata mediante autocertificazione da presentare nei termini indicati dalla risoluzione n. 9/2011.

La somma erogabile senza garanzia. In merito alla determinazione della somma erogabile senza garanzia, la circolare ricorda che occorre tenere conto di tutti i versamenti eseguiti, sia mediante pagamento sia mediante compensazione. L'importo dei crediti utilizzati in compensazione dovrà essere computato anche tra i crediti rimborsati, in riduzione della somma predetta. Venendo alla questione dei contributi Inps, la circolare riconosce che, in effetti, non confluiscono nel conto fiscale istituito dall'art. 78 della l. n. 413/91 e disciplinato dal decreto n. 567/93, che accoglie i soli tributi erariali; fino ad oggi, anzi, non è neppure stata attuata la disposizione che prevede la possibilità di estendere il conto fiscale ai tributi diversi dall'Iva e dalle imposte sui redditi (registro, successioni e donazioni, imposte ipocatastali, sulle assicurazioni, di bollo virtuale). In questo contesto, però, si è poi inserito il meccanismo del pagamento mediante delega unificata (modello F24), con compensazione dei crediti risultanti dalle dichiarazioni, ai sensi dell'art. 17 del dlgs n. 241/97, che riguarda anche i contributi dovuti all'Inps. Dalla lettura sistematica delle disposizioni, osserva l'agenzia, discende che lo strumento del conto fiscale, pur in mancanza dei provvedimenti attuativi, è stato integrato e completato con la disciplina del versamento unitario con modello F24, che richiama, tra l'altro, i contributi dovuti all'Inps e le altre somme a favore dello stato, delle regioni e degli enti previdenziali. Per l'Agenzia è quindi ragionevole ritenere che nel calcolo del limite dei crediti rimborsabili senza garanzia ai contribuenti virtuosi rientrino anche i versamenti dei contributi Inps effettuati mediante modello F24, anche attraverso la compensazione con crediti di natura tributaria e non tributaria. In parallelo, però, concorrono al calcolo dell'ammontare dei rimborsi eseguiti nei due anni precedenti i rimborsi dei tributi e dei contributi Inps materialmente erogati in detto periodo, nonché i crediti tributari e quelli relativi ai contributi Inps utilizzati in compensazione con modello F24. Per fruire dell'esonero, il contribuente dovrà quindi dichiarare gli importi dei rimborsi erogati dall'Inps, oppure di non aver ricevuto rimborsi da parte dello stesso ente. L'agenzia ricorda infine che l'esonero per i contribuenti virtuosi non si cumula con quello previsto per i rimborsi in conto fiscale dall'art. 21 del decreto n. 567/93 (rimborsi di ammontare non superiore al 10% dei versamenti in conto fiscale nei due anni precedenti, esclusi quelli per iscrizioni a ruolo e al netto dei rimborsi già erogati).

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