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Iva infiammabile

del 05/03/2011
di: di Debora Alberici
Iva infiammabile
Niente detrazione Iva anche se le scritture contabili sono andate perse per un caso fortuito, come un incendio. Infatti per ottenere il beneficio il contribuente dovrebbe ricostruire il volume d'affari facendosi rilasciare copia dei documenti dai clienti e dai fornitori. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza numero 5182 del 4 marzo 2011.

Insomma, secondo la sezione tributaria il caso fortuito non garantisce al contribuente la possibilità di fruire dell'agevolazione fiscale. Infatti, «la deducibilità dell'imposta pagata dal contribuente (in sede di rivalsa), hanno motivato i giudici con l'Ermellino, per l'acquisizione di beni o servizi inerenti all'esercizio dell'impresa (art. 19) postula che il contribuente stesso sia in possesso delle relative fatture, le annoti in apposito registro (art. 25), ed, inoltre, conservi le une e l'altro (art. 39); l'ufficio, in presenza di una denuncia annuale che faccia valere le suddette poste a credito, è legittimato ed è tenuto all'accertamento in rettifica, depennando tali poste, ove non trovino rispondenza in quelle fatture cd in quel registro (art. 54, comma 2). Detta disciplina, quindi, si conforma al criterio secondo cui la dimostrazione dei fatti costitutivi di un credito deve essere offerta da chi lo faccia valere, e, sul piano probatorio, introduce limitazioni ai mezzi di prova, esigendo atti scritti, compilati e tenuti con specifiche modalità».

Ma non basta. Anche se a fare richiesta della detrazione è il curatore fallimentare e quindi un terzo rispetto all'attività di impresa, che è ovviamente nell'impossibilità di ricostruire gli affari dell'azienda, il fisco non è tenuto al riconoscimento del beneficio. Ciò perché in questo caso si applica l'articolo 2724 del codice civile secondo cui «la perdita senza colpa del documento, che occorra alla parte per attestare una circostanza a lei favorevole, non integra ragione di esenzione dall'onere della prova, né sposta il medesimo sulla controparte, ma rileva esclusivamente come situazione autorizzativi della prova per testimoni (o per presunzioni), in deroga ai limiti per essa previsti».

Insomma è stato respinto dalla Cassazione il ricorso presentato da un curatore fallimentare che aveva chiesto la detrazione Iva nonostante tutta la contabilità fosse andata perduta in un incendio. Lui si era difeso sostenendo che era nell'impossibilità di contattare clienti e fornitori, ma questa motivazione non è bastata alla Suprema corte.

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