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San Marino si prepara a diventare arbitro di dispute internazionali

del 05/03/2011
di: Gabriele Ventura
San Marino si prepara a diventare arbitro di dispute internazionali
San Marino si prepara a diventare il nuovo arbitro nelle dispute internazionali. Tra le iniziative messe in atto per rilanciare la propria immagine, il Titano starebbe lavorando a un nuovo progetto per convertire il vecchio centro della finanza offshore in un punto di riferimento per la mediazione civile internazionale. E questo, attraverso la creazione di un centro di alta competenza nella materia mediatoria realizzato sfruttando il clima di neutralità che ha caratterizzato da sempre la politica della Rupe. «Questa iniziativa si sta sviluppando seguendo i principi Uncitral e della Icc internazionale in materia di mediazione.

La direttiva Ue del 21/05/2008 n.52 ha dato ampio rilievo alla mediazione fra gli stati membri. San Marino, pur non facendo parte dell'Unione europea, può comunque fare riferimento ai dettati europei trasferendoli al suo interno per svilupparli nell'ambito del diritto comune vigente», ha spiegato Alberto Amati, avvocato e presidente dell'Ascer, l'Associazione San Marino-Croazia-Emilia-Romagna che si pone come punto di riferimento per la nuova iniziativa di arbitraggio all'interno della Rupe.

Ma attenzione. L'eventuale accordo bilaterale raggiunto in mediazione, a differenza di quanto avviene nell'ambito europeo, non potrà avere effetto esecutivo automatico ma solo attraverso il ricorso a preventivi accordi bilaterali. Ed è proprio su questo punto che starebbe lavorando alacremente la diplomazia sanmarinese nell'intento di raggiungere in tempi rapidi un pamphlet di intese, soprattutto con i paesi del bacino dei Balcani, dell'Europa dell'Est e delle regioni d'Oriente. «Il nostro obiettivo è quello di puntare inizialmente su arbitrati di carattere sportivo e in tema di marchi e brevetti», ha continuato Amati, «oltre naturalmente, a dirimere i contenzioni commerciali, soprattutto per le società sanmarinesi». Ma quali saranno i punti di forza di questo nuovo organismo? «I nostri mediatori saranno tutte persone di comprovata esperienza, avvocati commercialisti, consulenti del lavoro e anche psicologi. Al massimo 15 persone che stanno già seguendo un corso di formazione di 50 ore». Non solo. L'arbitraggio made in San Marino punta anche su tariffe piuttosto competitive. «Un processo civile viene a costare 800 euro soltanto di diritti iniziali», ha continuato Amati. «Con la mediazione, le due parti contraenti dovranno versare 40 euro a testa per diritti di segreteria». Che non saranno, comunque dovuti quando una delle parti della controversia è un consumatore, quando il tentativo di conciliazione è previsto dalla legge e quando le parti depositano una domanda di conciliazione congiunta. Le spese della conciliazione varieranno, invece, in base al valore della lite. Fino a mille euro, il costo per ciascuna parte sarà di 40 euro Iva compresa. Tra 1.000 e 5.000 si pagheranno 100 euro ciascuno, che saliranno a 200 per liti del valore di 5-10 mila euro. Le cifre aumentano per contenziosi più importanti. Tanto da arrivare a 4 mila euro per ciascun contendente su liti tra 500 mila e 2,5 milioni di euro, fino a toccare il massimo dei 10 mila euro per arbitraggi superiori ai 5 milioni di euro.

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