In un momento storico caratterizzato da una gigantesca crisi finanziaria, da una crisi economica mai conosciuta e da una perdurante necessità di attuare politiche di bilancio pubbliche di grande rigore, la attuazione della legge delega sul federalismo fiscale rappresenta un argomento cruciale e delicato per la tenuta della coesione nazionale e per la competitività del sistema Paese.
In particolare, sul tema del federalismo fiscale, in Parlamento e nel Paese, si confrontano sostanzialmente due correnti di pensiero e due posizioni politiche contrapposte.
La prima, sostenuta dall'attuale maggioranza di governo e dalle regioni del Nord, ritiene che l'attuazione del federalismo fiscale, oltre a dare compiutezza alla riforma del Titolo V della Costituzione, rappresenti una grande opportunità di crescita per l'intero Paese e un momento di responsabilizzazione per gli amministratori delle regioni e degli enti locali, in particolare per quelli del Sud, e di efficientamento della spesa pubblica.
La seconda, rappresentata dalle forze di opposizione e dalle regioni del Sud, esprime forti preoccupazioni in ordine alle conseguenze negative che la concreta definizione dei decreti attuativi della legge delega sul federalismo fiscale, può avere sulla pressione fiscale complessiva nel nostro Paese e sul divario fra il Nord e il Sud.
Indubbiamente, il federalismo fiscale, al di là delle affermazioni di principio e al netto della propaganda politica, è un argomento di particolare complessità tecnica e di non facile definizione.
I dottori commercialisti ed esperti contabili, forti delle loro competenze professionali e certi dell'importante contributo che possono offrire al dibattito politico sul federalismo fiscale e all'analisi tecnica dei possibili meccanismi di autonomizzazione finanziaria degli enti locali, hanno da subito manifestato un forte interesse ad essere parte attiva nell'attuazione del federalismo fiscale.
I dottori commercialisti sono innanzitutto convinti che una corretta, graduale ed equilibrata attuazione del federalismo fiscale possa rappresentare una grande opportunità per la crescita efficace, efficiente ed economica della gestione della cosa pubblica, spingendo a una maggiore responsabilizzazione gli amministratori (si potranno distinguere quelli buoni da quelli cattivi) e inducendo una crescita della trasparenza della pubblica amministrazione.
Infatti l'obiettivo imprescindibile del federalismo deve essere quello di legare il più possibile il gettito fiscale riconducibile ai territori con l'effettiva spesa, in base al principio «vedo-voto-pago», senza giungere a ritenere tuttavia che le tasse siano dei territori.
Bisogna, quindi, costruire un federalismo intelligente e solidale che, se da un lato, favorisca l'affermazione di percorsi virtuosi nella gestione della spesa e dei servizi pubblici, dall'altra eviti l'aggravarsi della pressione fiscale e della «babele» delle tasse e non aumenti il divario economico e competitivo fra aree ricche e aree povere del Paese.
Ad avviso dei dottori commercialisti il nodo centrale del federalismo fiscale è mettere le regioni e gli enti locali nella possibilità di essere i gestori effettivi del gettito prodotto dai loro territori, trasformando i trasferimenti erariali in entrate proprie.
Questo obiettivo non deve passare tuttavia per la crescita eccessiva di tributi locali e regionali, essendo preferibile modulare il più possibile il prelievo locale su presupposti imponibili nazionali e deve essere temperato da un puntuale ed equo utilizzo dei fondi di compensazione e perequativi.
Senza dilungarci oltre su questioni tecniche e noiose per i più, qui preme ribadire che i dottori commercialisti guardano con molto interesse alla «sfida» del federalismo fiscale, consapevoli come sono che le regole del federalismo possono rappresentare la base di un nuovo patto sociale per i prossimi decenni; un patto che deve rinsaldare l'unitarietà del Paese e favorire la crescita di tutti i territori, con l'affermazione di una nuova e moderna cultura di gestione del bene pubblico.
In tale prospettiva e per promuovere momenti importanti di confronto sui temi sopra delineati, l'Associazione Italiana dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (AIDC), nell'ambito del 1° Meeting nazionale che si terrà a Bari il 4 marzo p.v., ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Il federalismo fiscale tra rigore e impegno”, che vedrà la partecipazione da tutta Italia di eminenti personalità del mondo politico, accademico e delle professioni.
Nicola Notarnicola
Presidente AIDC – sezione di Bari
