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Commercialisti a confronto a Bari

del 04/03/2011
di: di Marco Rigamonti presidente Associazione italiana dottori commercialisti
Commercialisti a confronto a Bari
A meno di un anno di distanza dall'evento costitutivo, Aidc si accinge a celebrare il proprio primo meeting nazionale. Un appuntamento che ci siamo immaginati un po' diverso già dalla sua denominazione.

Sarà un incontro tra tanti amici e colleghi, un incontro con la cultura e con la tecnica rappresentata dai docenti universitari, dai colleghi e dagli esperti della materia presenti nelle due tavole rotonde, un incontro con la politica come sempre sensibile e disponibile al nostro invito.

Niente relazioni congressuali ma due importantissime discussioni intorno a temi cruciali per il Paese e per la nostra categoria.

«I dottori commercialisti per un'Italia che vuole crescere»… questo è il titolo che abbiamo voluto scegliere per fare da contenitore alle discussioni su federalismo e mediazione. L'Italia non solo vuole ma «deve» crescere e la nostra categoria, altrettanto.

Parleremo di federalismo fiscale per capire come, un seppur affascinante slogan, possa tradursi in misure concrete al servizio dell'efficienza, della semplificazione, assumendo il principio della responsabilità ma anche quello della sussidiarietà.

La categoria potrà fornire il proprio contributo affinché il giudizio tecnico sui provvedimenti sia il più affidabile possibile.

Come associazione sindacale ci auguriamo però almeno tre cose :

- che la riforma fiscale federale non renda ancora più faticoso e farraginoso il rapporto tra contribuente e fisco. Non ne abbiamo certamente bisogno;

- che sia utilizzata per aiutare a sfoltire la burocrazia, gli sprechi e i privilegi; dall'altro che sia veramente perequativa;

- che nelle pieghe della decretazione e delle modalità operative di messa in pratica degli obiettivi del federalismo possa essere ritagliato un ruolo fattivo per la professione.

Parleremo inoltre di mediazione che è un tema su cui Aidc ha puntato ed investito molto in termini associativi. In particolare sottolineo l'intervento ad opponendum che abbiamo ritenuto proporre, unitamente all'Unione nazionale giovani dottori commercialisti, nell'ambito del giudizio instaurato dall'Organismo unitario dell'avvocatura con il ricorso presentato innanzi al Tar del Lazio.

Questa straordinaria opportunità che potrà consentire al Paese di proiettare il proprio sistema della giustizia verso modelli similari di stampo occidentale, sicuramente più evoluti, può rappresentare un'altrettanta straordinaria occasione per la categoria. Un'occasione di lavoro senz'altro, ma, soprattutto, una tangibile dimostrazione per «essere utili veramente al Paese».

Infine, tracceremo il consuntivo del nostro primo anno di attività. Per altro verso va sottolineato come quello passato sia stato un periodo entusiasmante e devo pubblicamente rendere onore al consiglio direttivo tutto ed ai presidenti delle sezioni locali per il loro contributo ed entusiasmo.

È stato un anno investito nel cercare di trasmettere i nostri valori. Etica, trasparenza, amicizia, spirito di servizio e, mi auguro, qualità.

Un anno in cui Aidc è intervenuta in alcuni dei dibattiti cruciali della categoria: dall'analisi dei rapporti con l'amministrazione finanziaria ai principi di comportamento del collegio sindacale, dall'inattuabile ipotesi di fusione delle Casse di previdenza al limite agli incarichi del collegio sindacale. E in tutto ciò pubblicando la 180esima norma di comportamento in materia tributaria della sua storia!

Per il futuro Aidc, da un lato, proverà a dare il proprio contributo alla politica di categoria, dall'altro, continuerà e intensificherà il proprio sforzo per offrire servizi di altissimo livello e totalmente gratuiti ai propri associati (da ultimo proprio quegli «incontri del martedì» che diverranno patrimonio comune delle sezioni locali attraverso la trasmissione in streaming.)

Queste sono le due mission sulle quali agiremo nel futuro con tutte le nostre capacità.

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