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Professionisti, sconti a maglie larghe sui contributi non obbligatori

del 04/03/2011
di: di Daniele Cirioli
Professionisti, sconti a maglie larghe sui contributi non obbligatori
Sconti fiscali a maglie larghe sui contributi non obbligatori dei professionisti. È sempre possibile, infatti, la deducibilità dal reddito, qualunque sia la causa che origina il versamento facoltativo e che può essere il riscatto, la prosecuzione volontaria o il ricongiungimento assicurativo. Nell'ipotesi dei contributi volontari, è necessario anche il rispetto della disciplina sulla contribuzione volontaria. Per cui, per esempio, non è ammissibile il versamento di contributi volontari (e, di conseguenza, non è nemmeno possibile la deducibilità fiscale) per contestuali periodi di lavoro come dipendente, come co.co.co., come lavoratore autonomo o come professionista. Lo precisa la risoluzione n. 25/2011 di ieri dall'Agenzia delle entrate.

Il quesito. I chiarimenti arrivano con specifico riferimento alla contribuzione previdenziale dell'Epab, l'ente che gestisce le pensioni dei biologi, in quanto l'ente ha chiesto chiarimenti all'Agenzia in ordine alla deducibilità fiscale del contributo integrativo versato volontariamente.

L'Agenzia, preliminarmente, richiama la disciplina contributiva dell'Epab (che è simile a quella di tutti i professionisti con ordine professionale). In pratica, esiste un contributo soggettivo obbligatorio annuo calcolato in misura percentuale sul reddito e con un minimo fisso; e un contributo integrativo applicato sui compensi, recuperato in fattura (lo paga il cliente), anch'esso con una misura minima.

Contributo integrativo minimo. Nessun problema (deducibilità fiscale) si pone per la contribuzione obbligatoria, in quanto a totale carico del professionista: è sempre e pienamente deducibile dal reddito. Il contributo integrativo, invece, in quanto a carico del cliente, non è mai deducibile dal reddito del professionista. Diverso è, però, il discorso, spiega l'Agenzia, in relazione al contributo integrativo minimo, dovuto nell'ipotesi in cui il professionista abbia realizzato un volume d'affari molto basso o addirittura nullo (pari a zero). In questi casi, considerata la natura previdenziale e la sua obbligatorietà, il contributo minimo integrativo è deducibile dal reddito nella misura in cui sia rimasto effettivamente a carico del professionista.

Contribuzione volontaria. La possibilità di versare contributi volontari è prevista, per i biologi, qualora il professionista cessi l'attività lavorativa autonoma che ha dato luogo all'obbligo dell'iscrizione all'ente previdenziale, a determinate condizioni, al fine di conseguire il diritto alla pensione. In tal caso, l'ente di previdenza autorizza il professionista a corrispondere annualmente il contributo soggettivo obbligatorio, maggiorato del contributo integrativo obbligatorio, in misura pari all'ultimo importo di contribuzione obbligatoria versato all'ente. In virtù di quanto previsto dalla lettera e), del comma 1, dell'art. 10 del dpr n. 917/1986, sono pienamente deducibili i contributi versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza (nel caso all'Epab), qualunque sia la causa che origina il versamento, la quale può rinvenirsi nei riscatti (per esempio per il corso di laurea), nella prosecuzione volontaria del versamento dei contributi nonché nella ricongiunzione di periodi assicurativi maturati presso altre gestioni previdenziali obbligatorie. In ogni caso, la deducibilità è consentita, al pari di quanto previsto con riferimento ai contributi integrativi minimi obbligatori, nell'ipotesi in cui i contributi volontari siano rimasti effettivamente a carico del contribuente, e nel rispetto, naturalmente, di tutte le altre disposizioni normative che disciplinano la contribuzione volontaria. Tra queste disposizioni, l'Agenzia ricorda che, ai sensi del dlgs n. 184/1997, la contribuzione volontaria non è ammessa per contestuali periodi di assicurazione a una delle forme di previdenza obbligatoria per lavoratori dipendenti, pubblici e privati, per lavoratori autonomi e per liberi professionisti, nonché per periodi successivi alla data di decorrenza della pensione diretta liquidata a carico delle predette forme di previdenza.

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