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Ghigliottina per gli aiuti al solare

del 04/03/2011
di: di Luigi Chiarello
Ghigliottina per gli aiuti al solare
Dell'attuale sistema di incentivi al fotovoltaico potranno beneficiare i soli impianti allacciati alla rete elettrica entro il prossimo 31 maggio. Anche se, a giugno, non scatterà più lo stop definitivo per gli incentivi al fotovoltaico, una volta raggiunti gli ottomila megawatt di potenza installata. Per quanto riguarda, invece, le altre fonti di energia rinnovabile, il taglio agli aiuti, cioè al prezzo dei certificati verdi per eolico, biomasse, idroelettrico e geotermico non sarà del 30%, ma del 22%. In pratica, il Gse riacquisterà i certificati verdi rilasciati per il quinquennio 2011-2015 (eccedenti quelli necessari per il rispetto della quota d'obbligo), a un prezzo di ritiro pari al 78% del prezzo applicato fino a fine 2010. Che la manovra per il 2008 aveva stabilito attorno ai 180 euro circa per MWh. Infine, non ci sarà alcun tetto all'utilizzo di colture dedicate per il biogas. Sono queste le novità principali dell'ultim'ora, introdotte ieri dal consiglio dei ministri al dlgs sulle energie rinnovabili. Il provvedimento, che recepisce in Italia le disposizioni della direttiva 2009/28/Ce, è stato varato dall'esecutivo dopo intensi lavori di limatura al testo e un compromesso raggiunto a tarda notte tra i ministri dell'ambiente, dell'agricoltura e dello sviluppo economico, Stefania Prestigiacomo, Giancarlo Galan e Paolo Romani. Dunque, se possibile, la stretta in arrivo per le imprese del solare è ancor più incisiva di quella prevista fino a pochi giorni fa. Infatti, la scadenza di fine maggio rischia di lasciare a bocca asciutta molte delle imprese che, a inizio anno, hanno pianificato investimenti in materia siglando contratti e contraendo mutui bancari a sostegno delle loro attività. Visto che i tempi di finanziamento e realizzazione degli impianti sono in media di sei mesi, con punte di 12 mesi. E, allora, cosa succederà agli impianti allacciati alla rete dopo il 31 maggio 2011? Il dlgs rinnovabili parla chiaro: entro il 30 aprile prossimo venturo arriverà un nuovo decreto dello Sviluppo economico, concordato con il dicastero dell'ambiente e sentito il parere della Conferenza unificata. Questo decreto riscriverà le regole per la definizione dei nuovi incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici, nonché le credenziali per l'accesso alle agevolazioni, che investitori, impianti e componentistica dovranno rispettare. Ma, soprattutto, definirà:

- un limite annuale di potenza elettrica cumulativa degli impianti fotovoltaici che possono ottenere le tariffe incentivanti. In altri termini, un limite annuale di potenza installata agevolata.

- le nuove tariffe incentivanti. Queste terranno conto della riduzione dei costi delle tecnologie e dei costi di impianto, nonché degli incentivi applicati negli altri stati membri dell'Unione europea;

- nuove tariffe incentivanti e quote differenziate in base alla natura dell'area di sedime degli impianti.

E non è finita. Il provvedimento prevede anche un'altra novità dell'ultim'ora: la riduzione della soglia di installazione al 10% sui terreni agricoli.

La stretta al solare agricolo. In sostanza, dall'entrata in vigore del decreto sulle rinnovabili, gli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole potranno accedere agli incentivi solo a condizione che non sia stato destinato all'installazione degli impianti più del 10% della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del potenziale beneficiario. Non solo. In materia, il dlgs introduce anche un altro tetto, questa volta dimensionale, per il solare nei campi: la potenza nominale dell'impianto candidato ad agevolazione non dovrà essere superiore a 1 MW. E, nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario, gli impianti dovranno essere collocati a una distanza minima di 2 chilometri l'uno dall'altro.

La norma in questione, piuttosto stringente, serve a bloccare il fenomeno dell'accaparramento di terreni agricoli coltivati, convertiti a fotovoltaico per via della bassa remunerazione delle commodities agricole. In sostanza, blocca un fenomeno speculativo, che ha determinato l'abbandono di coltivazioni, anche su terreni di pregio, in favore dell'installazione di impianti fotovoltaici. Il decreto, però, non chiude agli investimenti a fotovoltaico effettuati su terre incolte. Infatti, i paletti al solare agricolo di cui sopra non si applicano ai terreni abbandonati da almeno cinque anni. E la stretta non scatta neanche per «gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore del decreto o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro il 1° gennaio 2011». Una clausola di salvaguardia, questa, che scatterà però solo e soltanto «a condizione che l'impianto entri in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto».

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