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La ricetta per la crescita del comparto professionale

del 03/03/2011
di: La Redazione
La ricetta per la crescita del comparto professionale
«La formazione deve entrare a pieno titolo in ogni livello di contrattazione. E in questi anni i Fondi Interprofessionali e Fondoprofessioni hanno contribuito in maniera determinante a diffondere la cultura della formazione continua». Con queste parole Rosetta Raso, segretario nazionale Fisascat Cisl ha aperto i lavori del seminario «Bilateralità e formazione continua: l'esperienza di Fondoprofessioni», organizzato dalla Fisascat Cisl in collaborazione con Fondoprofessioni lo scorso 8 febbraio presso il Centro Studi confederale di Firenze. Al centro dei lavori la formazione continua promossa dalla bilateralità e dai fondi interprofessionali, che rappresenta sempre più una leva di sviluppo per dipendenti e datori di lavoro, come ha sottolineato Marcello Balzola, del Dipartimento Politiche del Terziario e Servizi Cisl, secondo il quale: «La formazione può essere un importante strumento anticrisi ed elemento centrale per le politiche occupazionali». Parole che hanno trovato una qualificata sponda nell'intervento di Michele Tiraboschi, docente di Diritto del Lavoro presso l'Università di Modena e Reggio Emilia. «La formazione è uno strumento utile per governare il cambiamento e avere tutele attive nel mondo del lavoro», ha detto Tiraboschi. «Tuttavia, occorre una efficace analisi dei fabbisogni, differenziata da settore a settore, che elimini il rischio di scollamento tra domanda e offerta di lavoro. Molti, purtroppo, ancora non conoscono le potenzialità in termini di tutela per il lavoratore e di crescita per gli studi derivanti dalla formazione continua».

Durante il seminario sono state avanzate diverse proposte per migliorare il sistema di relazioni bilaterali, tra queste quella di Francesco Longobardi, presidente dell'Associazione nazionale consulenti del lavoro Ancl-S.U., che invoca un sistema bilaterale più capillare. «Come consulenti del lavoro abbiamo colto il vero valore della bilateralità e vorremmo essere parte integrante del sistema», ha detto Longobardi. «La bilateralità non deve fermarsi al livello nazionale, ma deve essere radicata a livello periferico, consentendo lo sviluppo di maggiori sinergie sul territorio».

L'invito di Longobardi è stato raccolto da Massimo Magi, presidente di Fondoprofessioni, che ha sostenuto come occorra «rafforzare il sistema di tutele attive su cui si fonda la formazione continua, soprattutto con l'apertura a nuove forme di apprendimento, come il praticantato e l'apprendistato, aspetti sui quali Fondoprofessioni sta puntando con forza attraverso lo sviluppo di sinergie le Università» per intercettare i reali fabbisogni di dipendenti e studi e trasformarli quindi in interventi formativi efficaci sul territorio. Su questo punto è indispensabile, secondo Magi uno stretto rapporto con le regioni: «Dal dialogo con le regioni possono nascere percorsi virtuosi, che consentano l'attuazione di interventi formativi mirati a sostegno del comparto delle libere professioni».

Il seminario di Firenze ha rappresentato un vero e proprio laboratorio di idee, utile ad intercettare le direttrici future della bilateralità. «Occorre sviluppare maggiormente la cultura della formazione nelle aziende, nei lavoratori, nelle loro rappresentanze e in chi progetta e realizza la formazione», ha affermato il Segretario Generale della Fisascat Cisl Pierangelo Raineri. «La formazione non può essere il fine, ma il mezzo attraverso cui raggiungere obiettivi di crescita». E Fondoprofessioni è sulla giusta strada.

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