Consulenza o Preventivo Gratuito

Liti, rotta fissa sulla conciliazione

del 02/03/2011
di: di Claudio Chiusano – presidente Ugdcec di Asti-Alessandria- Casale Monferrato
Liti, rotta fissa sulla conciliazione
Il nostro paese si trova in questi giorni di fronte all'avvio della prima fase di una più ampia riforma dei procedimenti di risoluzione delle controversie civili e commerciale alternativa a quella giudiziaria.

Con l'entrata a regime, a partire dal 20 marzo 2011, del quadro normativo introdotto dal dlgs n. 28 del 4 marzo 2010 - seppure con un rinvio per alcune fattispecie che in alcun modo indebolisce la portata complessiva del provvedimento - i cittadini e le imprese potranno quindi definire un ingente fetta dei loro casi di contenzioso attraverso questo nuovo istituto che si propone da un lato di alleggerire i carichi gravanti sul sistema giudiziario, sempre più consistenti e datati, assicurando un più efficiente ed efficace utilizzo delle sempre più limitate risorse pubbliche a disposizione, e dall'altro di offrire alle parti civili coinvolte in tali controversie un nuovo istituto procedurale, contraddistinto dai requisiti di economicità e facilità di accesso e di certezza e celerità dei tempi di svolgimento, in altri termini di offrire come standard quello che attualmente viene considerato un'eccezione.

Cambia dunque radicalmente il rapporto tra le parti civili (cittadino o imprese che siano) e la giustizia: si passa da un rapporto in cui le parti civili si «sottomettevano» al giudice per rivendicare le proprie ragioni, l'una contro l'altra, ed in cui il giudice, ergendosi «ex lege» a figura «super partes» e basandosi su fatti e atti riferiti al passato, era necessariamente tenuto ad individuare ragioni e torti, vinti e vincitori, danno e risarcimento, a un rapporto in cui le parti civili tornano nuovamente a essere protagoniste e compartecipi dell'esito della controversia, non più l'una contro l'altra, ma l'una insieme all'altra, idoneamente assistite da una nuova specifica figura professionale (il mediatore professionista) che si propone di «mediare» ossia di trovare un'area di convergenza tra le parti in cui queste, riconoscendosi ed impegnandosi reciprocamente per atti, transazioni e comportamenti futuri - e comunque secondo equità e giustizia - possano pervenire a ricomporre la loro originaria controversia e dunque addivenire a una «conciliazione» entro termini e con costi che sino a ora non era realistico supporre.

Per questa ragione possiamo parlare, oltre che di nuova opportunità professionale, anche di vera e propria occasione per il paese di cambiamento culturale nel modo di affrontare le controversie e concepirne le relazioni che necessariamente ne derivano, passando da un approccio di tipo conflittuale, imperniato su un deresponsabilizzante ricorso a una figura terza quale quella del giudice, a un approccio di tipo cooperativo imperniato su un dialogo «mediato» - quando non di fatto «assistito» - tra le parti con il proposito di pervenire a una alternativa mutualmente vantaggiosa.

Si comprende chiaramente come, all'interno di questo nuovo scenario sociale e giuridico, il mediatore professionista assuma un ruolo chiave per il successo, nell'interesse sia delle parti civili sia del sistema giudiziario, del nuovo istituto.

La categoria dei commercialisti, per definizione «utili al paese», vede in questo nuovo istituto - seppure, come tanti altri, non attribuitoci in esclusiva - non solo una nuova opportunità in un mercato da tempo saturo e sottoposto a molteplici spinte concorrenziali ma anche, per le ragioni precedentemente accennate, un ulteriore - e forse maggiormente percepibile - occasione di contribuire con il proprio bagaglio professionale e rigore deontologico al progresso sociale del paese.

In linea dunque con gli orientamenti espressi dal nostro Consiglio nazionale la nostra Unione giovani sin dallo scorso autunno ha organizzato come proprio principale evento annuale il convegno programmato su questo argomento in Asti il prossimo 11 marzo, convegno che dunque intende presentarsi come apripista per i due grandi eventi del Convegno nazionale a Torino del 25 marzo e del Congresso nazionale Ugdcec a Matera del 6-7-8 aprile prossimi entrambi sullo stesso argomento.

Inoltre, non senza uno sforzo indifferente, in questi stessi giorni, la nostra Unione giovani ha promosso sul territorio, in collaborazione scientifica con l'Associazione «Resolutia» e il supporto logistico del Polo universitario di Asti, due sessioni di corso di formazione e abilitazione per mediatori professionisti ex dlgs 28./2010

Tutto questo in modo che a anche livello locale la nostra categoria possa essere consapevole, informata e preparata rispetto alle sfide che ogni giorno ci attendono.

vota