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Computer aziendale off limits

del 02/03/2011
di: di Antonio Ciccia
Computer aziendale off limits
Off limits per il datore di lavoro i file personali del lavoratore licenziato, tenuti sul computer aziendale, restituito all'impresa. Così ha deciso, dando parzialmente ragione al dipendente, il Garante, che, con altra pronuncia, è intervenuto a dare il semaforo verde alle prenotazioni e ai ritiri degli esami specialistici in farmacia. Ma vediamo di esaminare i due provvedimenti di cui ha dato notizia ieri la newsletter dell'Authority n. 346 del 1° marzo 2011.

Computer aziendale. Il datore di lavoro può conservare (per metterlo a disposizione dei magistrati), ma non può leggere integralmente l'hard disk del portatile in uso al dipendente licenziato. In altre parole l'azienda non può accedere ai file del dipendente, ma può conservarli per far valere i suoi diritti.

Il garante (provvedimento del 23 dicembre 2010) ha così definito il bilanciamento del diritto dell'azienda a provare l'infedeltà del dipendente mandato via con il diritto del lavoratore a non vedere diffusi dati personali, estranei al lavoro, conservati nel computer. Da una parte abbiamo un lavoratore, che (come nel caso specifico) ha salvato sul computer aziendale foto di familiari e amici e messaggi di posta elettronica scambiati con gli stessi; dall'altra abbiamo un datore di lavoro che vuole preservare la prova dell'illecito commesso dall'ex dipendente, che tra l'altro è anche stato denunciato penalmente: nel caso in questione la concorrenza sleale del lavoratore a favore di una impresa concorrente (che potrebbe risultare provata, a detta dell'azienda, anche dai files dell'ex dipendente). L'equilibrio viene trovato dal garante con una pronuncia salomonica: al datore di lavoro è stato inibito di accedere e di trattare i dati personali del ricorrente contenuti nel computer estranei alla sua attività lavorativa; tuttavia lo stesso datore di lavoro ha il diritto di conservare intatto l'hard disk a beneficio dell'Autorità giudiziaria. La pronuncia ammette, però, che così facendo il datore di lavoro comunque possa continuare a trattare dati eccedenti e non pertinenti, estranei al rapporto di lavoro e non si comprende perchè il lavoratore e soprattutto i terzi (familiari e amici) siano tenuti a ciò: si consideri, infatti, che anche la sola conservazione costituisce trattamento dei dati; inoltre non si precisano limiti di tempo, oltre i quali la conservazione non potrà protrarsi. Un diverso bilanciamento avrebbe potuto prevedere la estrazione dei file «privati», e la loro consegna al lavoratore con l'obbligo di custodia e conservazione degli stessi a disposizione dell'autorità giudiziaria. In questo modo il lavoratore, i suoi familiari e amici non dovrebbero tollerare che dati personali e familiari siano comunque conservati dal datore di lavoro, anche se del tutto estranei alle vicende lavorative.

Prenotazioni in farmacia. Ok a prenotare, pagare e ritirare esami medici specialistici in farmacia. Il Garante della privacy con il parere n. 19 del 19 gennaio 2011 ha dato il via libera, con alcune prescrizioni, allo schema di decreto del Ministero della salute relativo all'erogazione di nuovi servizi sanitari da parte delle farmacie. Quando diventeranno operative le nuove disposizioni il paziente potrà prenotare gli esami senza dovere andare all'Asl o in ospedale. Le avvertenze del Garante si concentrano sulla sicurezza nel trattamento dei dati: l'accesso al referto da parte degli operatori delle farmacie è ammesso solo per effettuare la consegna all'utente e va impedita la creazione di banche dati di referti digitali. Non solo. Il Ministero della sanità deve prevedere un termine massimo di conservazione dei referti digitali. In farmacia, poi, tutti gli addetti, anche se non tenuti per legge, devono rispettare il segreto professionale come i farmacisti. Il paziente deve esprimere un consenso informato e se il centro prenotazioni invierà sms o email, per ricordare, confermare o disdire la prenotazione, i messaggi non devono contenere alcuna informazione specifica sulla patologia e sulla prestazione. Anche le copie del documento di riconoscimento, chiesti per identificare le persone, non devono essere conservate: basta l'esibizione. Inoltre la postazione della farmacia, collegata al Centro prenotazioni, dovrà avere distanze di cortesia e i referti devono essere consegnati sempre in busta chiusa.

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