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L'Inpdap aiuta gli anziani

del 01/03/2011
di: di Simona D'Alessio
L'Inpdap aiuta gli anziani
Dall'estratto conto online, perché il dipendente pubblico possa conoscere tramite computer la propria posizione assicurativa, a un cospicuo investimento (da 20 a 37 milioni) per gli anziani, a cui vengono messe a disposizione badanti accreditate, fino alla banca dati antifrode per prevenire e reprimere comportamenti disonesti. A 30 mesi dall'insediamento di Paolo Crescimbeni alla presidenza dell'Inpdap, l'istituto tira le somme dei progetti avviati e dell'andamento gestionale, sottolineando l'aumento del livello di efficienza delle prestazioni, necessario poiché «laddove la pubblica amministrazione funziona, è dimostrato che aumenta il prodotto interno lordo».

E una serie di novità sono state studiate proprio per migliorare i servizi ai circa 10 milioni di utenti fra iscritti, pensionati e familiari: innanzitutto i dipendenti statali, previa abilitazione, potranno visualizzare via web la loro situazione contributiva, simulare il tasso di sostituzione (il rapporto fra l'ultimo stipendio e la prima pensione, ndr) per sapere subito a quanto ammonterà il futuro trattamento previdenziale e calcolare, immettendo dei dati di versamento ipotetici, ciò che ricaverebbero se aderissero ad un piano di previdenza complementare.

L'Inpdap ha sancito, poi, due accordi da cui attende ottimi frutti: il primo con il ministero del welfare per una vigilanza congiunta finalizzata a ispezioni mirate sulle amministrazioni, l'altro con Equitalia per il recupero coattivo dei crediti certificati da titolo esecutivo (in prima battuta quelli derivanti dalla gestione del patrimonio immobiliare, a seguire le rate per mutui ipotecari che l'ente eroga agli iscritti e, infine, le riscossioni riguarderanno le entrate contributive obbligatorie).

Alla popolazione anziana vengono destinati 37 milioni (17 in più dell'anno scorso) per garantire un sostegno adeguato; in particolare, a chi non è più autosufficiente, viene data la possibilità di ricevere cure da badanti con «il bollino blu», persone che hanno seguito corsi specifici di assistenza domiciliare 24 ore su 24, un programma per il quale sono stati stanziati 15 milioni.

Quanto allo stato di salute dell'istituto, secondo Crescimbeni le cifre previsionali sono «tranquillizzanti», poiché il disavanzo nell'anno in corso sarà pari a 10,4 miliardi, di cui 8,4 anticipati dal bilancio dello stato e due sanati con avanzo amministrativo; si tratta, spiega, di un deficit «strutturale inferiore al 10% tra entrate e uscite», in considerazione del fatto che l'Inpdap, a differenza di altre casse, «non ha finanziamenti a monte ma, appunto, un'anticipazione a valle».

Se da un lato l'istituto riscuote contributi per 60 miliardi l'anno dalle amministrazioni datrici di lavoro, dall'altro eroga, tra pensioni e liquidazioni, circa 68 miliardi. E, dal 2009, le uscite surclassano le entrate in virtù della diminuzione degli iscritti, del blocco del turnover e delle privatizzazioni delle imprese pubbliche. Prova inconfutabile, conclude il presidente, che in Italia «la forbice tra dipendenti pubblici e pensionati si va allargando».

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