Consulenza o Preventivo Gratuito

Ias, salvacondotto per il passato

del 01/03/2011
di: di Norberto Villa
Ias, salvacondotto per il passato
Salvacondotto per il passato e regole più chiare per il futuro. Le regole Ias prevalgono su quelle del Tuir salvo quelle in tema di valutazione ed i limiti espliciti imposti dalla norme. Con la circolare 7/E di ieri sono giunti i chiarimenti dell'amministrazione finanziaria sulle problematiche che ormai dal 2005 sono ricorrenti per i soggetti cosiddetti Ias adopter che non hanno mai potuto operare con certezza sul fronte fiscale. Che esistessero incertezze è comprovato dal fatto che la circolare è per circa la metà dedicata a spiegare (ora per allora) i comportamenti che si sarebbero dovuti tenere in vigenza del testo originario del dlgs 38/2005 ormai superato dalla legge 244/2007. Solo nella seconda parte si sofferma sulle regole attuali.

Il decreto legislativo 38

In sede di prima applicazione degli Ias in Italia le regole fiscali erano contenute nel decreto legislativo 38/2005. L'imputazione in bilancio dei componenti negativi di reddito potrebbe essere avvenuta a titolo diverso e/o in periodi d'imposta differenti rispetto a quanto previsto dalla rappresentazione giuridico - formale (ovvero quella abitualmente prevista dal Tuir).

La circolare si mostra comprensiva nei confronti dei contribuenti che nel caso in cui un tale comportamento fosse stata una conseguenza dell'aver fatto prevalere la rappresentazione giuridico - formale, anche in assenza di imputazione a conto economico. Sul punto la circolare afferma: considerate le incertezze interpretative (ed anche supportati dal fatto che mondo Ias e Tuir sono davvero tra loro distanti o meglio inconciliabili) “tali comportamenti non determineranno l'irrogazione delle sanzioni previste” inoltre dovrà valutarsi l'opportunità di elevare eventuali rilievi considerando che “per tali imprese, il disconoscimento di un parte del costo per assenza del requisito di previa imputazione e per la mancata coincidenza fra la competenza IAS e quella fiscale non può non tener conto del fatto che lo stesso costo debba assumere, comunque, rilievo ai fini fiscali”. Insomma anche sul lato delle imposte si lascia aperta la porta ad una irrilevanza del comportamento adottato.

Le regole attuali

La legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha introdotto un principio generale di “derivazione rafforzata”, in quanto ai fini fiscali “valgono, anche in deroga alle disposizioni dei successivi articoli della presente sezione, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili”.

La circolare conferma per i soggetti IAS adopter, al posto dell'evidenza giuridico - formale delle fattispecie patrimoniali e/o reddituali, rileva la rappresentazione delle operazioni effettuata secondo la sostanza economico-finanziaria.

Il punto chiave chiarito dalla amministrazione finanziaria è che l'art. 109, commi 1 e 2 del Tuir non ha (in generale) rilevanza per i soggetti Ias.

Quindi i i principi di certezza ed oggettiva determinabilità non sono sempre compatibili con i criteri di rilevazione utilizzati per il bilancio IAS, basati sul principio della prevalenza della sostanza sulla forma e pertanto quando tali principi divergono dalla “rappresentazione sostanziale” dei fatti aziendali, il legislatore ha previsto la loro disapplicazione per i soggetti IAS adopter.

Ciò detto però la prassi ribadisce come i fenomeni di valutazione o quantificazione dei componenti di reddito risultano estranei al principio di derivazione rafforzata.

Un esempio di ciò è la valutazione con il criterio del fair value degli immobili qualificati dallo IAS 40 come beni d'investimento, con conseguente irrilevanza delle variazioni del fair value.

Ma se la rappresentazione IAS evidenzia differenti qualificazioni, classificazioni e imputazioni temporali, non è in linea di principio possibile prescindere anche da una diversa valutazione, le modalità di rappresentazione utilizzate nel bilancio implicano una diversa valutazione dei componenti patrimoniali e/o di reddito: la circostanza che gli effetti reddituali di un'operazione siano diversamente qualificati, classificati e imputati temporalmente in bilancio impone che anche la relativa valutazione avvenga in un'ottica e in una prospettiva non necessariamente coincidenti con quelle di matrice giuridico-formale contenute nel TUIR.

Tra gli esempi portati dalla circolare vi è quello del leasing finanziario. I valori fiscali dei beni e dei correlati debiti assumono rilievo così come determinati in base alla rappresentazione contabile prevista dagli IAS/IFRS. Ciò comporta che nel caso delle operazioni di leasing finanziario l'ammortamento fiscale del bene sarà comunque deducibile nei limiti del coefficiente tabellare applicato al valore di iscrizione in bilancio del bene medesimo.

vota