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Riconoscimento in cantiere

del 26/02/2011
di: di Pamela Giufrè
Riconoscimento in cantiere
Dieci giorni. È il tempo che Assoprofessioni e le altre confederazioni affini hanno a disposizione per concordare un testo condiviso che dovrà fare da apripista al definitivo riconoscimento delle professioni non regolamentate.

Così è stato deciso mercoledì 23 febbraio 2011 al termine dell'audizione in commissione attività produttive della camera dei deputati. Per la confederazione delle associazioni delle professioni non regolamentate c'era il segretario generale, nonché presidente nazionale della Lapet, Roberto Falcone. Da diversi mesi, la X Commissione sta esaminando le proposte di legge 1934, Froner, 2077 Formisano, 3131 Buttiglione e 3488 Della Vedova intenzionata a unificare i provvedimenti in materia di riconoscimento delle nuove professioni. Ora, la sintesi potrebbe essere rappresentata da un testo che i diretti interessati faranno pervenire alla commissione attività produttive nei prossimi giorni, mettendo insieme i punti in comune e appianando le divergenze.

«Riteniamo», Falcone riferisce il punto di vista di Assoprofessioni, «che sia prioritario il riconoscimento del profilo professionale rispetto a quello delle associazioni. E puntiamo tutto sul sistema di normazione Uni, convinti che su questo aspetto convergeranno anche gli altri».

Intanto, nel corso dell'audizione il segretario generale ha esposto in maniera dettagliata la posizione di Assoprofessioni.

«Attendiamo il riconoscimento delle nuove professioni da più di vent'anni, ormai», ha premesso, «e certamente a questa legislatura va riconosciuto il merito non solo di aver ripreso la discussione parlamentare, ma anche e soprattutto di aver deciso di separare il percorso legislativo dei senz'albo da quello delle professioni regolamentate. Il riconoscimento delle nuove professioni e l'ammodernamento degli ordini, come abbiamo sempre sostenuto, devono necessariamente viaggiare su due distinti binari perché distinte sono anche le esigenze».

I disegni di legge relativi al riconoscimento delle nuove professioni hanno molti aspetti in comune tra loro. I disegni di legge Ac 1934 (Froner), 2077 (Formisano) e 3488 (Della Vedova/Cazzola), per esempio, differiscono tra loro solo in pochi passaggi. Qualche differenza compare invece all'interno del testo 3131 (Buttiglione) del quale è apprezzabile la previsione dell'articolo 7 circa la rappresentanza delle professioni associative nel Cnel.

Importante inoltre è per Assoprofessioni, e quindi anche per la Lapet, l'ipotesi di istituire un registro delle associazioni riconosciute, che compare tanto nell'articolo 3 del disegno di legge 3131 quanto negli articoli 3 dell'Ac 3488 e 8 degli Ac 1934 e 2077. «Anche se pensiamo», ha riferito Falcone in audizione, «che sarebbe opportuno prevedere in via transitoria l'automatica iscrizione delle associazioni già inserite nell'elenco tenuto dal ministero della giustizia, di cui all'articolo 26 del decreto legislativo 206/2007. Come forse è pure opportuna la formazione di tale registro presso il ministero dello sviluppo economico, un passaggio che si ritrova nell'Ac 3131, anziché presso il ministero della giustizia, secondo quanto invece stabilito negli Ac 1934, 3488 e 2077».

Per ciò che concerne l'attestato di competenza, Assoprofessioni ritiene necessario che sia rilasciato da soggetto terzo rispetto all'associazione evitando l'autoreferenzialità. «Non a caso», ha ricordato il segretario generale, «Assoprofessioni ha avviato da tempo un percorso di certificazione del profilo professionale degli iscritti attraverso Accredia, l'ente nazionale di accreditamento. Ragion per cui è assolutamente condivisibile nei disegni di legge sul riconoscimento delle nuove professioni il riferimento agli enti abilitati Accredia. In questo senso, un elemento di assoluta novità potrebbe rivelarsi il percorso Uni che si aggiungerebbe agli altri due canali indicati per il riconoscimento tramite decreto ministeriale, cioè la proposta del Cnel o quella dell'associazione di rappresentanza della professione».

E nel suo intervento in audizione, il segretario non poteva non affrontare la questione previdenziale, trattata nell'articolo 10 dell'Ac 2077 e del 1934: «Abbiamo sempre segnalato la posizione di svantaggio dei professionisti non regolamentati iscritti alla gestione separata Inps, costretti a sostenere per intero e a proprio carico, oltre che senza adeguate prestazioni, aliquote previdenziali sempre più elevate (circa il 27%). Questi professionisti sono discriminati sia all'interno della stessa Gestione separata nei confronti dei co.co.pro. sia rispetto ai professionisti ordinistici che possono contare su di una cassa previdenziale privata con aliquote notevolmente più basse. Questa situazione impone l'urgenza di un intervento normativo, tra l'altro proposto in altri disegni di legge ad hoc».

Anche i due disegni di legge 2077 e 1934 prospettano alcune soluzioni. Il ddl 2077 tende alla costituzione di una cassa professionale autonoma o all'accorpamento con casse previdenziali private già esistenti. Mentre il ddl 1934 privilegia esclusivamente la creazione di una gestione autonoma presso l'Inps. «Sono proposte valide», ha assicurato Falcone, «e in linea di massima condivisibili benché per noi la soluzione più logica e, soprattutto, più fattibile, resta quella di distinguere i liberi professionisti dai co.co.pro. all'interno della stessa Gestione separata Inps, riducendo le aliquote».Infine la preoccupazione per la pdl sulla riforma della professione forense, attualmente all'esame della commissione giustizia: «L'articolo 2 comma 6 di questa proposta di legge limita l'esercizio dell'attività stragiudiziale in forma autonoma solo agli avvocati costituendo una potenziale minaccia al percorso di riconoscimento delle professioni. Si potrebbe infatti creare un pericoloso precedente col rischio di creare nuove e illegittime riserve che costituirebbero un passo indietro rispetto al percorso di riconoscimento».

Una preoccupazione che i parlamentari della commissione attività produttive hanno condiviso e di cui con tutta probabilità terranno conto al momento di dare il loro parere.

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