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Monitoraggio sui beni all'estero

del 26/02/2011
di: di Maurizio Tozzi
Monitoraggio sui beni all'estero
Il 730 richiede la check list sul quadro RW. Approccio alla dichiarazione con monitoraggio delle disponibilità all'estero e verifica delle scelte da effettuare. Necessario controllare le consistenze al 31 dicembre 2010, i flussi relativi e il modello Unico 2010, per verificare la sorte delle disponibilità ivi indicate nella relativa sezione II. Sin dallo scorso anno tutti gli operatori che prestano assistenza al modello 730 devono fare i conti con il quadro RW, prepotentemente venuto alla ribalta a seguito delle note vicende dello scudo fiscale. Nel corso del 2010, seppur con un certo ritardo, l'amministrazione finanziaria ha fornito diversi chiarimenti, anche se, tra gli altri, manca ancora una presa di posizione ovvia su un aspetto oltremodo palese, vale a dire la non irrogazione delle sanzioni nei casi in cui il contribuente abbia eventualmente commesso errori a fronte di situazioni caratterizzate da obiettive condizioni di incertezza chiarite in ritardo dall'amministrazione finanziaria o addirittura ancora non analizzate, in pratica confermando l'applicazione del chiaro dettato sia dallo statuto del contribuente (art. 10, comma 3) che dal dlgs. 472/97 (art. 6, comma 2).

Serve dunque organizzare una sorta di check list per verificare se il contribuente cui si presta assistenza deve o meno procedere alla compilazione del quadro RW ed è opportuno farlo per tempo, considerate soprattutto le amare conseguenze in termini di sanzioni, oltremodo penalizzanti soprattutto se si riflette sulla circostanza che gli importi indicati in RW non impattano affatto sulla liquidazione delle imposte.

Sul piano pratico, analizzate le condizioni soggettive (sono interessati solo i residenti in Italia) e gli eventuali casi di esonero (come ad esempio i diplomatici e i frontalieri), si ritiene utile espletare in via prioritaria i due seguenti controlli:

verificare l'esistenza del quadro RW nella dichiarazione precedente e nello specifico la compilazione della sezione II. Infatti, se tale sezione nell'Unico 2010 è compilata vuol dire, almeno nel 99% dei casi, che anche nella nuova dichiarazione dovrà procedersi alla compilazione di RW e ciò anche se al 31.12.2010 le consistenze non dovessero essere più presenti o dovessero avere un importo complessivo inferiore ai 10 mila euro. Infatti, la sezione III di RW, che si compila solo se è presente la sezione II essendo alla stessa strettamente collegata, soltanto in una ipotesi deve essere compilata in assenza della sezione II, ossia proprio qualora a seguito dei flussi eseguiti verso l'Italia le consistenze dell'anno precedente non sono più esistenti. Per esempio, il conto corrente all'estero indicato nella sezione II dello scorso anno per 14 mila euro ed interamente riportato in Italia nel corso del 2010, obbliga a compilare la sezione III proprio per l'importo di 14 mila euro riportati in Italia. Ovviamente, se non ricorrono le condizioni richieste per la compilazione, ossia non si supera, in ogni sezione, l'importo complessivo di 10 mila euro, il quadro comunque non deve essere compilato (ad esempio, se si riportano in Italia 6 mila euro, si avrà una consistenza residua di 8 mila euro, da non indicare in sezione II ed un flusso di 6 mila euro, che non deve essere monitorato in sezione III);

Chiedere comunque quali sono le consistenze all'estero al 31.12.2010 e verificare i movimenti della sezione III. In particolare, se nell'Unico 2010 il quadro RW non è compilato, la presenza di consistenze a fine anno vuol dire, quasi sicuramente, che le stesse sono state originate da flussi dell'anno, con necessità di compilare la sezione II. Il «quasi» è dovuto alla circostanza che alcune consistenze possono essere il frutto di «scudi» (regolarizzazione) del 2009, che devono confluire in Unico 2011 (mentre le procedure perfezionate nel 2010 continuano a non essere indicate e andranno riportate in Unico 2012), oppure derivano da acconti effettuati negli anni precedenti (si pensi all'acquisto di un immobile, pagato per 250 mila euro fino al 2009 e saldato nel 2010 con soli 5 mila euro: in questo caso appare la consistenza in sezione II, ma non il flusso in sezione III).

Fatto questo, non resta che munirsi di pazienza e ancorarsi ai chiarimenti della circolare n. 45 del 2010, ricordandosi, tra l'altro e con specifico riferimento alle casistiche più diffuse per quanto concerne il modello 730, che nelle ipotesi di conti correnti o immobili intestati ad entrambi i coniugi gli adempimenti del monitoraggio sono completamente difformi. Infatti, i conti correnti devono essere riportati per l'intero valore (ed alle stesse conclusioni si giunge per i flussi che interessano gli stessi), poiché ognuno dei coniugi ne ha la piena disponibilità, mentre gli immobili devono essere indicati in proporzione alle quote di proprietà ed in riferimento al costo storico, proprio in considerazione dell'impossibilità di disporne liberamente a prescindere dagli altri proprietari. Infine, nel caso di invio di soldi a familiari all'estero (ad esempio, figli studenti), il quadro RW dovrà essere compilato da chi ha la disponibilità all'estero: pertanto, se il conto è cointestato con il familiare, chi invia i soldi deve compilare RW, sezioni II e III; se invece il conto è intestato solo al familiare, chi invia i soldi non è tenuto all'adempimento, mentre il familiare, se residente in Italia, deve compilare sia la sezione II per la consistenza, sia la III per il flusso, pur se originato da un soggetto terzo.

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