Consulenza o Preventivo Gratuito

Entro il 15 marzo alla Cassa per la seconda rata

del 25/02/2011
di: La Redazione
Entro il 15 marzo alla Cassa per la seconda rata
Nel 2010 è partito per i periti industriali un sistema di versamento dei contributi pensionistici più equilibrato. Infatti, il contributo complessivo che ogni libero professionista accantona ogni anno per la sua pensione si suddivide in tre rate: un 45% del contributo si paga entro il 15 novembre, un altro 45% entro il 15 marzo e il restante entro il 15 settembre.

Dunque, il 15 marzo prossimo scadrà il limite per versare la seconda rata, le cui modalità sono le stesse applicate per il versamento di novembre: l'Eppi indicherà la cifra esatta nell'ordine di bonifico acconti disponibile sul sito www.eppi.it nell'area iscritti on line e il versamento potrà essere effettuato secondo le consuete modalità, in banca oppure in posta. Entro la prima settimana di marzo, poi, ogni iscritto Eppi riceverà una mail con tutte le istruzioni per l'uso.

C'è da notare che il nuovo sistema a tre rate è stato fortemente voluto dagli iscritti, che lamentavano una percentuale di versamento troppo alta (il 60%) a novembre, concomitante con la tassazione di fine anno e l'anticipo Iva per l'attività successiva. Per questa ragione, l'Ente di previdenza ha riequilibrato le percentuali, coniugando un maggiore equilibrio redistributivo con l'esigenza di trovare un sistema che incentivasse un maggiore risparmio.

«Abbassare la prima rata di novembre e ridurre al minimo l'ultima di settembre», dice il presidente Eppi Florio Bendinelli, «ha un doppio effetto: prima di tutto risponde all'esigenza di alleggerire la pressione dei versamenti nell'ultimo periodo dell'anno, poi, d'altro canto, permette a settembre di optare per una aliquota di versamento eventualmente maggiore di quella minima al 10% del reddito. Bisogna ricordare, infatti, che quanto più si versa quanto più si risparmia e che scegliere una aliquota dal 12 al 18% del reddito permette di progettare una pensione più congrua».

In Eppi insistono molto su quest'ultimo aspetto: se esiste una questione di pensioni poco adeguate, allora bisogna cominciare ad incentivare un maggiore risparmio appunto con un sistema di versamento più intelligente. Qualche mal di pancia, però, il nuovo meccanismo l'ha sollevato. Alcuni si sono lamentati di versare entro marzo di ogni anno il 90% dell'importo globale, mentre in precedenza con la prima rata del 60% si tirava avanti fino a luglio. Il nuovo sistema a tre rate, però, ha dovuto per forza coniugare l'interesse dei liberi professionisti con l'esigenza imposta dai ministeri vigilanti attenti che la novità non fosse di aggravio per le casse dell'Eppi: «Si consideri che con il sistema delle rate», continua Bendinelli, «in ogni caso il 100% dei denari dovuti dagli iscritti viene rivalutato interamente all'inizio di ogni anno, anche se concretamente le quote arrivano poi più tardi. Quest'operazione non deve superare però il livello di guardia della “giacenza media” delle quote versate, perché altrimenti si rischierebbe di compromettere la stabilità del patrimonio. Dunque la nuova scansione a tre rate è un compromesso equo tra la solidità dei conti e l'interesse degli iscritti, anche perché in termini finanziari il vecchio e il nuovo regime sono pressoché identici. In caso contrario, i nostri controllori si sarebbero opposti alla novità e avremmo perso tutti una buona occasione».

vota