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La direttiva qualifiche al restyling

del 25/02/2011
di: La Redazione
La direttiva qualifiche al restyling
I periti industriali si mettono in rete per il restyling della direttiva 36/05 sul riconoscimento delle qualifiche professionali. A circa sei anni dall'approvazione della direttiva europea che porta il nome del suo relatore Stefano Zappalà, da Bruxelles arriva, infatti, l'esortazione a tutti gli stati membri di collaborare alla definizione delle opportune modifiche per accelerare l'iter di riforma della direttiva che stenta a decollare in tutta Europa. Proprio in questo senso il Cnpi ha chiamato a raccolta tutte le organizzazioni di categoria per formare un gruppo di lavoro ad hoc. A farne parte rappresentanti del Consiglio nazionale (Antonio Perra e Stefano Esposito), dell'Ente di previdenza (Valerio Bignami e Umberto Maglione), del sindacato di categoria Federperiti industriali (Enrico Stasi) e dell'Eureta, l'Associazione europea delle professioni tecniche dell'ingegneria Mariano Magnabosco). Uno in particolare l'ostacolo da superare: semplificare il sistema delle piattaforme comuni. Una delle rivoluzioni promesse dalla direttiva era infatti proprio quella, stabilendo i livelli di qualifica ai quali corrispondono le competenze professionali, di dare la possibilità agli stati di mettere in piedi delle piattaforme dedicate a singole professioni al fine armonizzare le differenze formative tra i paesi membri. Una semplificazione che, però, non ha trovato mai attuazione perché per la creazione di ogni piattaforma avrebbero dovuto aderire almeno 18 paesi su 27, cosa resa impossibile dalle profonde differenze tra i percorsi formativi di professioni omologhe dei diversi paesi europei. A questo si è aggiunto il grande ritardo (nonostante il termine ultimo fosse fissato al 20/10/07) con il quale alcuni stati hanno recepito la direttiva, senza tener conto delle ammonizioni del Parlamento europeo che in diverse risoluzioni ha sollecitato la commissione ad agire contro gli inadempienti aprendo eventuali procedure d'infrazione. Ora dunque si riparte, dopo che la stessa commissione europea non solo ha pubblicato una guida per spiegare i diritti per ottenere il riconoscimento della propria qualifica professionale in un altro Stato membro, ma ha contestualmente lanciato una consultazione pubblica per stimolare il dibattito tra i professionisti europei. In questo senso l'orientamento del gruppo interforze costituito da le diverse rappresentanze dei periti industriali va nella direzione non di cancellare le piattaforme comuni, ma di puntare ad una loro semplificazione e nello stesso tempo di contribuire a sciogliere i nodi più complessi della direttiva stessa partendo da alcuni aspetti chiave come le misure compensative e la mobilità tra i diversi paesi europei.
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