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Studi, una commissione ad hoc per disciplinare nuove forme di lavoro

del 24/02/2011
di: La Redazione
Studi, una commissione ad hoc per disciplinare nuove forme di lavoro
Confprofessioni ha deciso di creare un gruppo di lavoro, guidato da Carlo Scotti, coordinatore dell'area Sanità e salute della Confederazione, che elaborerà proposte per individuare nuovi strumenti normativi e legislativi per regolamentare fattispecie di lavoro professionale e intellettuale non riconducibili a nessuna delle forme di lavoro subordinato previste dall'attuale diritto del lavoro. «La disciplina dei rapporti di lavoro è stata sopravanzata dall'evoluzione del settore delle libere professioni, complice anche la crisi economica che ha colpito il comparto», afferma Scotti. «Un ritardo che comincia a pesare soprattutto negli studi di odontoiatri, veterinari, medici, pediatri e psicologi». L'area Sanità e salute di Confprofessioni si è già attivata presso il ministero del Lavoro. Il prossimo passo sarà quello di individuare anche una fattispecie normativa per regolamentare i rapporti fra liberi professionisti. «Non possiamo accettare», prosegue Scotti, «che i rapporti fra un libero professionista e uno studio professionale siano confusi con il lavoro subordinato o peggio con il lavoro mascherato solo perché mancano gli strumenti giuridici per riconoscere che il libero professionista che esercita stabilmente per uno studio professionale è e rimane un professionista autonomo, con una propria autonomia intellettuale non subordinabile ad una logica datoriale di vecchio stampo. I paradigmi tradizionali sono superati». Tutte le libere professioni sanitarie hanno sviluppato progetti di integrazione sanitaria per sopperire alle lacune del sistema sanitario nazionale e rispondere a una domanda di salute in crescita da parte dei cittadini. «L'Area Sanità e Salute di Confprofessioni», conclude Scotti, «si sta facendo interprete di una visione più moderna della sanità integrata che permetta al pubblico di avvantaggiarsi di prestazioni e servizi che oggi solo i liberi professionisti sono in grado di dare. Queste sinergie sono già richieste a tutti i singoli settori della sanità e Confprofessioni sta dando risposte unitarie, mettendo a frutto l'esperienza di medici di famiglia, odontoiatri, psicologi, veterinari e pediatri».
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