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Extracapitolato agevolato

del 23/02/2011
di: di Roberto Rosati
Extracapitolato agevolato
Lavori extracapitolato agevolabili anche se fatturati direttamente all'assegnatario dell'abitazione anziché alla cooperativa costruttrice: in presenza dei requisiti «prima casa», sarà dunque possibile applicare l'aliquota Iva del 4%. L'interessante apertura interpretativa è stata adottata dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 22 del 22 febbraio 2011, in risposta al quesito del socio di una cooperativa edilizia a proprietà divisa che realizza alloggi abitativi non di lusso appaltando a terzi i lavori. Il socio faceva presente di avere commissionato sul proprio alloggio costituente «prima casa» alcune migliorie rispetto alle opere di capitolato, concordandone l'esecuzione e il pagamento direttamente con l'impresa appaltatrice, in relazione alle quali chiedeva di conoscere l'aliquota Iva applicabile.

Nella risposta, l'Agenzia osserva anzitutto che il n. 39 della tab. A/II allegata al dpr 633/72 prevede l'applicazione dell'aliquota del 4% alle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione dei fabbricati non di lusso, rese nei confronti di soggetti che svolgono l'attività di costruzione di immobili per la successiva rivendita, comprese le cooperative edilizie e loro consorzi, o di soggetti per i quali ricorrono le condizioni «prima casa». L'aliquota ridotta spetta dunque nelle sole ipotesi di contratti di appalto aventi a oggetto la realizzazione di fabbricati a destinazione abitativa non di lusso per conto di:

- imprese che costruiscono per la rivendita

- cooperative edilizie e loro consorzi

- persone fisiche in possesso dei requisiti «prima casa».

Nella fattispecie, i lavori di costruzione sono stati commissionati all'impresa da una cooperativa edilizia, mentre le opere extracapitolato sono state commissionate da un soggetto in possesso dei requisiti prima casa.

Posto che non vi è dubbio circa l'applicabilità dell'aliquota del 4% alle prestazioni rese dall'appaltatore alla cooperativa, aventi per oggetto la realizzazione del fabbricato, per quanto riguarda le prestazioni extracapitolato rese nei confronti del singolo socio, osserva l'Agenzia, non si tratta di un intervento di ristrutturazione edilizia, dato che l'alloggio non è ancora completato, ma piuttosto di prestazioni che, sebbene rese nei confronti di un soggetto diverso dal committente principale, «si inseriscono comunque nel processo di costruzione dell'immobile, e hanno a oggetto l'inserimento di materiali particolari o accorgimenti costruttivi destinati ad assicurare una migliore funzionalità dell'alloggio».

Pertanto, poiché il socio richiedente le migliorie è in possesso dei requisiti «prima casa», l'Agenzia è dell'avviso che sia comunque applicabile l'aliquota del 4% ai sensi del richiamato n. 39, atteso che la ratio delle disposizioni, come chiarito in precedenti documenti di prassi, è di agevolare interventi idonei a migliorare le condizioni di utilizzo della prima casa.

L'applicazione dell'agevolazione, avverte la risoluzione, è tuttavia subordinata alla condizione che l'abitazione, anche dopo l'esecuzione delle migliorie in questione, conservi le caratteristiche non di lusso sulla base dei parametri previsti dal decreto del ministero dei lavori pubblici del 2 agosto 1969, nonché alla condizione che il richiedente abbia reso le prescritte dichiarazioni in ordine alla sussistenza dei requisiti prima casa.

L'interpretazione dell'agenzia, pur riguardando il caso dell'acquisizione della prima casa attraverso una cooperativa edilizia, dovrebbe essere estensibile, in base ai medesimi principi, anche all'ipotesi in cui il promissario acquirente dell'abitazione costituente prima casa commissioni l'esecuzione di migliorie sul costruendo alloggio, anziché al promittente venditore, a imprese terze.

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