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Chimica, alt Ue per sei sostanze

del 18/02/2011
di: da Bruxelles Gianluca Cazzaniga
Chimica, alt Ue per sei sostanze
La Commissione europea ha deciso ieri di proibire l'uso di sei sostanze chimiche pericolose nell'Ue entro il 2015. «La decisione odierna è un esempio dell'efficace attuazione di Reach e del modo in cui si possa combinare la sostenibilità con la competitività», ha dichiarato in una nota Antonio Tajani, commissario europeo per l'industria e l'imprenditoria. L'esecutivo comunitario ha spiegato che le sostanze che saranno progressivamente messe al bando «sono cancerogene, tossiche per la riproduzione o persistono nell'ambiente e si accumulano negli organismi viventi». Il divieto riguarda musk xylene (5-ter-butyl-2,4,6-trinitro-m-xylene), Mda (4,4'-diamminodifenilmetano), Hbcdd (esabromociclododecano), Dehp (di-2-etilesil ftalato), Bbp (ftalato benzilico butilico) e Dbp (ftalato dibutilico). Si tratta di sostanze usate in prodotti di consumo come detersivi, deodoranti per ambienti, vernici, materiali sostitutivi del cuoio e della pelle per borse e materiali tessili. Nonché tappezzerie per case e automobili, mobili, tetti e pavimenti, tubi e cavi. Nel giro di pochi anni queste sostanze non potranno più essere usate o vendute nel mercato unico, a meno che le imprese non abbiano richiesto per tempo un'apposita autorizzazione. Le domande di autorizzazione saranno esaminate dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa). Dopodiché la decisione finale spetterà alla Commissione europea. Gli operatori che intendessero vendere o usare tali sostanze dovranno dimostrare di aver rispettato le misure di sicurezza per controllare adeguatamente i rischi. Oppure dovranno dimostrare che i vantaggi per l'economia e la società sono maggiori degli eventuali rischi. Non solo: gli operatori dovranno inoltre presentare una tabella di marcia per la sostituzione delle sostanze pericolose, se esistono delle valide alternative. La decisione presa ieri dall'esecutivo comunitario fa seguito al completamento della prima fase della registrazione e della notifica delle sostanze chimiche prevista dalla normativa Reach (regolamento europeo numero 1907 del 2006, ndr). Attualmente l'Agenzia sta esaminando altre 40 sostanze ad alto rischio, oltre alle sei che saranno progressivamente proibite nei prossimi anni.
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