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Coop, limiti all'esenzione

del 18/02/2011
di: di Franco Ricca
Coop, limiti all'esenzione
Ai fini dell'applicazione del regime di esenzione Iva dei servizi resi alle imprese consorziate, è necessario che il consorzio (o la società consortile) sia composto prevalentemente da imprese aventi un prorata di detrazione massimo del 10%, e che l'attività svolta nei confronti di consorziati con prorata superiore e di soggetti terzi non ecceda il 50% del volume d'affari. Questi i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 5 del 17 gennaio 2011, concernente le disposizioni contenute nell'art. 10, secondo comma, del dpr 633/72, che fissa alcuni paletti in relazione alle aperture interpretative adottate in occasione della precedente circolare n. 23/2009. Le suddette disposizioni, introdotte in sostituzione del precedente regime dettato dalla legge n. 133/1999, abrogato perché non conforme alla normativa comunitaria, prevedono l'esenzione dall'Iva per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consorziati o soci da consorzi, comprese le società consortili e le società cooperative con funzioni consortili, costituiti tra soggetti per i quali, nel triennio solare precedente, il prorata di detrazione di cui all'art. 19-bis del dpr 633/72 sia stato non superiore al 10%, alla condizione che i corrispettivi dovuti dai consorziati o soci per tali prestazioni non superino i costi imputabili alle prestazioni stesse. In ordine ai predetti requisiti soggettivi, con la precedente circolare era stato chiarito che possono partecipare al consorzio anche soggetti con prorata superiore al 10%, e che il consorzio può rendere prestazioni sia a eventuali consorziati con prorata superiore sia a soggetti terzi, fermo restando l'imponibilità di tali prestazioni. Era stato inoltre chiarito che qualora l'attività verso i consorziati con prorata oltre soglia o verso terzi sia superiore al 50% del volume d'affari, il consorzio deve assoggettare a Iva tutte le prestazioni di servizi rese. Essendo sorti dubbi in merito a tali chiarimenti, con la nuova circolare l'agenzia fornisce le seguenti precisazioni. Il regime di esenzione in parola, secondo le disposizioni di legge, si applica non solo alle prestazioni di servizi rese a consorziati che sono del tutto privi del diritto a detrazione, ma anche a quelle rese a consorziati o soci che svolgono marginalmente attività imponibile, con diritto di detrazione massimo del 10%. Questa minima percentuale di detraibilità non incide sostanzialmente sulla qualificazione del consorziato, che viene equiparato a un soggetto totalmente privo del diritto a detrazione e riceve, quindi, dal consorzio prestazioni esenti, anche se vengano poi destinate allo svolgimento di operazioni imponibili marginali. La verifica del prorata di ciascun consorziato va effettuata con riferimento al triennio solare precedente all'anno nel corso del quale l'operazione si considera effettuata. Con la circolare precedente è stato ritenuto che possono far parte della compagine anche consorziati privi del suddetto requisito, per esempio perché venuto meno nel corso della vita associativa, ferma restando, in tal caso, l'imponibilità delle prestazioni. Viene però ora puntualizzato che, al fine di rispettare la ratio del regime agevolativo, la partecipazione al consorzio di consorziati con prorata oltre soglia deve avere un peso non prevalente nella compagine consortile, ovverosia che tali consorziati non devono detenere complessivamente la maggioranza delle quote o delle partecipazioni della compagine. Analogamente, in relazione alla possibilità, ammessa dalla precedente circolare, che il consorzio eroghi i propri servizi anche a consorziati con prorata eccedente o a soggetti esterni, in tali ipotesi, ovviamente in regime di imponibilità, l'agenzia precisa che l'ammontare di tali servizi non deve superare il 50% del volume d'affari del consorzio. Ove tale condizione non si realizzasse, e cioè qualora i servizi resi a consorziati con prorata eccedente e a terzi dovessero risultare prevalenti, il consorzio dovrà assoggettare a Iva tutte le prestazioni, comprese quelle rese a consorziati con prorata nei limiti.

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