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Sicurezza poco garantita

del 17/02/2011
di: di Simona D'Alessio
Sicurezza poco garantita
Due aziende su tre in Italia sono state trovate irregolari, oltre 279 milioni di euro sono stati recuperati fra contributi e premi evasi e più di 112 milioni sono stati riscossi attraverso sanzioni amministrative e penali. E, per il 2011, sono in cantiere ben 80 mila controlli da parte del solo ministero del welfare per rendere la strategia di contrasto al sommerso ancora più efficace di quanto non si sia rivelata nei dodici mesi precedenti. Tutti in aumento i dati dell'attività di vigilanza del dicastero guidato da Maurizio Sacconi, Inps, Inail ed Enpals nel 2010: dopo aver passato al setaccio complessivamente 262.014 imprese sul territorio nazionale, i quattro enti hanno, infatti, riscontrato anomalie gestionali nel 66% di esse (171.810), scovando 232.854 lavoratori irregolari e altri 133.366 totalmente in nero. Un anno, dunque, particolarmente fruttuoso grazie a un'incisiva azione di intelligence per l'emersione del sommerso, per la scoperta degli illeciti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e delle violazioni a danno delle lavoratrici madri, secondo quanto ha reso noto ieri mattina Paolo Pennesi, direttore generale delle attività ispettive del dicastero di via Veneto nel corso di un convegno. Colpisce, scorrendo le cifre, l'enorme balzo in avanti delle somme di cui si è entrati in possesso, sia a titolo di sanzioni amministrative, sia penali: 112 milioni e 677.786 euro a fronte dei 47 milioni e 841.926 dell'anno 2009 (+ 135%); le decisioni sanzionatorie per il lavoro nero hanno raggiunto la cifra di 57.186 (+27%). Per ciò che concerne, poi, l'adozione di provvedimenti per sospendere l'attività imprenditoriale, si è assistito a un altro incremento rilevante: i casi nel 2010 sono stati 7.651, mentre nei 12 mesi precedenti ci si era fermati a 4.770 (+60%); tutto sommato, invece, è rimasta alquanto stabile la percentuale delle disposizioni di revoca in un'annualità, con un passaggio dal 77% al 79%.

Pesanti i numeri che riassumono la mole delle violazioni e degli illeciti nei confronti dei dipendenti, soprattutto nei riguardi delle donne: gli atti contrari alla tutela economica delle lavoratrici madri erano 406 nel 2009 e, nell'arco di un solo anno, hanno conosciuto un'espansione del 215% (1.280 gli episodi riscontrati), mentre le ipotesi di reato riguardanti la tutela fisica della forza «rosa» sono lievitate del 47% (da 661 a 973 casi venuti alla luce). Incrementate, poi, del 150% le violazioni in materia di disciplina dello Statuto dei lavoratori, mentre sono salite del 139% quelle su appalti e somministrazione di lavoro con caratteristiche illecite. Sempre nel 2010, le truffe individuate a danno degli istituti previdenziali sono state 3.316 (+33%) e le ipotesi di reato relative a evasioni contributive 4.886 (+29%). Riguardo alla salute e sicurezza dei lavoratori, inoltre, l'attività ispettiva ha sollevato il velo su 38.357 azioni illegali, rispetto alle 26.404 dell'anno prima. E su questo fronte, ha osservato Sacconi, «spesso molte disposizioni ci sembrava risultassero ineffettive», pertanto si è detto favorevole alla «repressione, ma dico sì anche a un maggiore controllo sociale» per scongiurare infortuni e altre tragiche conseguenze».

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