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Detassazione anche in cooperativa

del 16/02/2011
di: di Daniele Cirioli
Detassazione anche in cooperativa
Detassazione applicabile anche dalle cooperative. Possono fruire della tassazione agevolata al 10%, infatti, i ristorni cui hanno diritto i soci di cooperative, purché collegati a incrementi di produttività, in quanto riconducibili alla nozione di accordo collettivo. È quanto precisa ancora la circolare congiunta n. 3/2011 del ministero del lavoro e dell'agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi di ieri).

Le novità. Quest'anno, il bonus fiscale presenta alcune novità rispetto e alle condizioni previste lo scorso anno (si veda tabella). Infatti, resta fermo, come negli anni passati, che il beneficio si applica al solo settore privato, ai soli percettori di reddito di lavoro dipendente e con riferimento a incrementi di produttività; ma cambiano alcuni parametri di riferimento. Prima di tutto, risulta più elevato il limite di reddito per l'accesso al beneficio. Quest'anno possono fruirne i lavoratori che risultino avere, nel 2010, un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40 mila euro (lo scorso anno 35 mila euro). In questo limite di 40 mila euro, precisa la circolare n. 3/2011, devono essere comprese anche le somme assoggettate nel 2010 alla detassazione (entro il limite massimo di 6 mila euro, lo stesso di quest'anno).

Altra novità riguarda la contrattazione collettiva che può (deve) prevedere le somme da detassare. Rispetto all'anno scorso, nel 2011 non sono agevolabili quelle previste da accordi individuali: serve dunque necessariamente un accordo collettivo o un contratto territoriale o aziendale. Peraltro questo accordo o contratto collettivo (di secondo livello), rispetto allo scorso anno, è condizione sufficiente per il riconoscimento dell'incentivo.

Sconto solo se conviene. L'agevolazione, come è stato per gli anni passati (da luglio 2008), consiste nella riduzione dell'Irpef applicata alle somme di produttività. La riduzione deriva dall'aliquota agevolata al 10%. La nota n. 3/2011 spiega che, pur non essendoci una norma di riferimento, resta ferma la facoltà per il lavoratore di rinunciare al regime agevolato (ciò può capitare, per esempio, laddove il lavoratore sappia di non dover pagare alcuna imposta per un gioco di deduzioni e, quindi, la tassazione diventerebbe una prelievo non dovuto).

Somministrazione e cooperative. La circolare n. 3/2011 precisa, infine, l'ambito applicativo dell'agevolazione con riferimento alla somministrazione di lavoro e alle cooperative. Nel primo caso spiega che l'incentivo è applicabile anche ai lavoratori in missione in virtù di previsioni dell'impresa utilizzatrice. In sostanza, deve risultare dal contratto aziendale o territoriale applicato dall'impresa utilizzatrice le modalità di applicazione della detassazione ai lavoratori somministrati. Peraltro, la circolare ricorda che, in tal caso, l'incentivo è applicabile anche in ragione di missioni rese nel settore della pubblica amministrazione.

Infine, la circolare rende applicabile l'incentivo anche ai ristorni delle cooperative, nella misura in cui siano collegati a un incremento di produttività. Infatti, i ristorni costituiscono un'integrazione della retribuzione corrisposta dalla società per le prestazioni del socio e sono erogati sulla base dell'atto costitutivo condiviso dai soci lavoratori e deliberati dalla collettività dei soci in sede di assemblea.

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