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L'Irap nei nuovi accertamenti

del 16/02/2011
di: di Duilio Liburdi
L'Irap nei nuovi accertamenti
Contro l'avviso di accertamento esecutivo potrà essere richiesta la sospensione agli uffici dell'amministrazione finanziaria secondo quanto previsto dall'articolo 39 del dpr 602 del 1973. Anche l'Irap entra nel nuovo sistema previsto dall'articolo 29 del decreto legge n. 78 del 2010 pur non essendo tale tributo espressamente menzionato dalla norma. Sono questi alcuni degli spunti che emergono dalla lettura della circolare n. 4 dell'agenzia delle entrate di ieri illustrativa delle novità contenute nella manovra estiva di cui al decreto legge n. 78 del 2010. Va subito osservato che il documento di prassi appare meramente riepilogativo dei contenuti del provvedimento di legge non contenendo approfondimenti particolari in merito agli aspetti più delicati che, dunque, saranno trattati in successivi documenti di prassi. La circolare di ieri contiene, di fatto, una analisi letterale della norma che poco o nulla aggiunge al dettato della norma stessa.

Accertamenti esecutivi. È sicuramente quella dell'articolo 29 una delle disposizioni più di spessore dell'intera manovra. Per gli atti notificati dal 1° luglio 2011 e relativi ai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007 e successivi, non vi sarà più la necessità di procedere alla notifica della cartella esattoriale cosicché l'accertamento rivestirà un duplice ruolo divenendo anche atto esecutivo.

Sulla disposizione di legge la circolare dell'Agenzia ricorda come:

- il comma 1 dell'articolo 29 disciplina i nuovi contenuti degli avvisi di accertamento relativi alle imposte sul reddito, all'Iva e all'Irap dei connessi provvedimenti di irrogazione sanzioni, funzionali all'attività di riscossione. Sul punto va notato come la norma di riferimento parli delle imposte sui redditi e dell'Iva e se è ovvio che nell'avviso vi sia anche l'Irap, tale richiamo esplicito vuole comunque distinguere il tributo regionale dalle imposte sui redditi;

- i nuovi avvisi di accertamento, contengono anche l'intimazione ad adempiere entro il termine di presentazione del ricorso dei tributi ovvero, nel caso di presentazione del ricorso, della metà dell'imposta ai sensi dell'articolo 15 del dpr n. 602 del 1973 viene affermato che gli accertamenti divengono esecutivi una volta trascorsi 60 giorni dalla notifica e devono espressamente contenere l'avvertimento che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, in deroga alle disposizioni in materia di iscrizione a ruolo, la riscossione delle somme richieste è affidata all'agente della riscossione anche a fini dell'esecuzione forzata.

Vien altresì ricordato come al fine di coordinare le disposizioni già vigenti con le nuove norme, la lettera g) dell'articolo 29 dispone che i riferimenti al ruolo e alla cartella di pagamento contenuti in norme vigenti si intendono effettuati agli atti di accertamento in parola e l'agente della riscossione, solo dopo l'affidamento del carico, può concedere la dilazione di pagamento prevista dall'articolo 19 del dpr n. 602 del 1973.

Nel documento di prassi viene pure menzionata la circostanza che, nell'ipotesi di presentazione del ricorso, si rende applicabile l'articolo 39 del dpr n. 602 del 1973, che prevede la facoltà per l'ufficio delle entrate di sospendere in tutto o in parte il ruolo fino alla sentenza della Commissione tributaria provinciale.

In effetti, la problematica legata alla sospensione degli atti esecutivi appare quella di maggiore delicatezza. In ogni caso, il rinvio a quanto previsto dall'articolo 39 del dpr n. 602 del 1973, lascia uno spazio per ottenere la sospensione dell'atto presso gli uffici dell'amministrazione finanziaria fermo restando che, in ogni caso, dovrebbero continuare ad operare le disposizioni contenute nell'ambito del contenzioso tributario. Peraltro, va ricordato come, alla luce delle disposizioni in materia di accertamento esecutivo, opererà anche quanto previsto in materia di blocco delle compensazioni in considerazione del fatto che il debito diverrà definitivo laddove non venga effettuato il pagamento entro i termini di proposizione del ricorso. Inoltre, in occasione del forum di ItaliaOggi del 14 gennaio scorso, l'agenzia delle entrate ha altresì chiarito che in caso di mancato pagamento delle somme nei termini di presentazione del ricorso si rende applicabile anche la sanzione per omesso versamento del 30%. Nella circolare manca qualunque chiarimento specifico in merito al rapporto tra queste nuove disposizioni e quanto previsto, ad esempio, in materia di accertamento con adesione dove è ragionevole ritenere che la presentazione dell'istanza sia suscettibile di posticipare nei termini previsti dal decreto legislativo n. 218 del 1997, il pagamento delle somme dovute in base all'accertamento stesso. Analoga conclusione dovrebbe essere raggiunta in relazione alla sospensione feriale dei termini, pur tenendo conto della diversità di espressione utilizzata dal legislatore ai fini della identificazione del termine di pagamento rispetto al momento di esecutività dell'atto.

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