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Scuola, restyling sulla valutazione

del 16/02/2011
di: di Alessandra Ricciardi
Scuola, restyling sulla valutazione
Colpo di mano della Gelmini sulla valutazione delle scuole. Sarà che la sperimentazione dei due modelli di rilevazione del rendimento si sono rivelati un vero fallimento a causa della scarsa adesione; sarà che, complice l'accordo sul pubblico impiego di palazzo Chigi di dieci giorni fa, il merito rischiava di slittare sine die, sta di fatto che il ministro dell'istruzione, università e ricerca, Mariastella Gelmini, ha colto al volo il decreto milleproroghe per fare la sua riforma della valutazione.

Nel maxiemendamento governativo, su cui al senato è stata messa ieri la fiducia, il ministro ha inserito un articolo che ridisegna totalmente il sistema delle valutazione su tre gambe: l'Indire, con compiti si sostegno all'innovazione e alla formazione del personale, l'Invalsi, che farà i test di valutazione degli apprendimenti degli studenti, e il corpo degli ispettori, ad oggi in verità assai sguarnito, che avrà il compito di «valutare le scuole e i dirigenti scolastici», oltre 10 mila, «secondo quanto previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150». Ovvero il decreto Brunetta sulla classificazione del personale in tre fasce, ai fini dell'attribuzione del salario accessorio, che l'intesa di palazzo Chigi rinvia a una trattativa tra sindacati e Aran ai fini dell'applicazione. La funzione ispettiva sarà riorganizzata attraverso un regolamento del ministero dell'istruzione da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge che tra l'altro indicherà anche gli standard per la valutazione esterna della scuola. Insomma, i criteri in base ai quali dare i voti agli istituti. In tutto ciò, nessuno accenno è fatto alle due sperimentazioni che dovevano decollare all'inizio del 2011 su scuole e insegnanti con l'obiettivo di consegnare al ministro un modello condiviso di valutazione. Hanno riscontrato un livello bassissimo di adesioni, tanto che ora il ministero aveva deciso di aprire anche a nuove regioni oltre alle 4 inizialmente individuate pur di raccogliere consensi. La decisione del ministro di scendere in campo con il milleproroghe, è la lettura che si fa a viale Trastevere, sarebbe motivata dalla presa d'atto che al momento nella scuola, sui temi della valutazione e del merito, prevale il conservatorismo. Tanto vale allora procedere autonomamente, per via regolamentare. E, visto che i tempi politici sono incerti, tanto vale farlo in fretta.

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