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Fondi comuni con nuove regole

del 16/02/2011
di: Pagina a cura di Valerio Stroppa
Fondi comuni con nuove regole
Cambia la tassazione dei Fondi comuni d'investimento. Dal 1° luglio 2011, si passerà dalla tassazione del maturato in capo ai fondi alla tassazione del realizzato in capo ai sottoscrittori delle quote. Così facendo, l'ordinamento italiano farà un altro passo verso l'armonizzazione tra il regime fiscale gravante sugli Oicvm residenti e quelli stabiliti in altri paesi Ue. Mentre per quanto riguarda la riscossione, le dilazioni concesse da Equitalia che si «incagliano» potranno essere ulteriormente prorogate, fino a un massimo di 72 mesi, a condizione che il debitore certifichi il nuovo peggioramento delle proprie condizioni economiche. A prevederlo è il maxi-emendamento al dl n. 225/2010, che riscrive il regime di tassazione degli organismi di investimento collettivo.

Tassazione fondi. La prima modifica consiste nell'introduzione, all'art. 73 del Tuir, del nuovo comma 5-quinquies: quest'ultimo stabilisce che gli organismi di investimento collettivo del risparmio italiani (diversi dai fondi immobiliari) e lussemburghesi, autorizzati a operare in Italia, non sono soggetti alle imposte sui redditi, a eccezione della sostitutiva del 27% di cui all'articolo 2 del dlgs n. 239/1996. Le ritenute operate sui redditi di capitale sono effettuate a titolo d'imposta. Non si applicano, altresì, né la ritenuta del 27% su interessi e altri proventi dei conti correnti bancari, a condizione che la giacenza media annua non sia superiore al 5% dell'attivo medio gestivo, né le ritenute del 12,5% previste dagli articoli 26, commi 3-bis e 5, e 26-quinquies del dpr n. 600/1973 e dall'articolo 10-ter della legge 77/1983. Contestualmente, infatti, viene novellato il testo del dpr 600/1973, nel quale viene introdotto l'articolo 26-quinquies. Tale disposizione stabilisce che, sui proventi derivanti dalla partecipazione in Oicr con sede in Italia (diversi dai fondi immobiliari) e Lussemburgo, limitatamente alle quote o azioni collocate in Italia, si applica una ritenuta del 12,5%. La ritenuta dovrà essere operata dal soggetto gestore del fondo (Sgr, Sicav) o da quello incaricato della negoziazione delle quote. Per l'adempimento di tale onere i soggetti non residenti dovranno nominare un rappresentante fiscale in Italia (banca, Sim, società di gestione accentrata autorizzata, stabile organizzazione di banche o imprese di investimento non residenti), che avrà anche il compito di dialogare con l'amministrazione finanziaria in caso di controllo. Sempre a far data dal 1° luglio prossimo, cambia anche la disciplina relativa alle perdite maturate alla data del 30 giugno 2011 da fondi comuni di investimento e Sicav. I risultati negativi di gestione che residueranno dopo la compensazione effettuata ai sensi delle leggi nn. 77/1983, 344/1993, 649/1983 e del dlgs n. 84/1992, potranno essere utilizzati in compensazione dei redditi soggetti alle ritenute di cui al nuovo articolo 26-quinquies del dpr n. 600/1973, senza limiti di importo. Laddove ciò non avvenisse, ai partecipanti al fondo sarà riconosciuta una minusvalenza di pari ammontare, risultante pro-quota da apposita certificazione, da computare in diminuzione. Con riguardo al predetto articolo 26-quinquies, la determinazione dei redditi di capitale soggetti alla ritenuta derivanti dal rimborso di quote o azioni di Oicvm a loro volta già soggetti a imposta sostitutiva, avverrà assumendo il valore rilevato dai prospetti periodici alla data del 30 giugno 2011, anziché il prezzo alla data di sottoscrizione o acquisto.

Rateazioni. Possibilità di ulteriore proroga per la riscossione degli importi iscritti a ruolo già oggetto di un procedimento di rateazione. Nel caso di «incagli» di rateazioni concesse fino all'entrata in vigore della legge di conversione, interessate dal mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il concessionario potrà prorogare la rateazione per un ulteriore periodo, fino a un massimo di 72 mesi. In questo caso sarà onere del debitore provare il temporaneo peggioramento delle proprie condizioni economiche, rispetto a quelle già oggettivamente difficili nelle quali versava al momento della concessione della prima rateazione.

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