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Riotta spara sulle professioni. E Siciliotti risponde

del 15/02/2011
di: La Redazione
Riotta spara sulle professioni. E Siciliotti risponde
Il direttore del Sole 24 Ore, Gianni Riotta, spara a zero sulle professioni italiane accusandole di essere il vero ostacolo sulla strada delle liberalizzazioni. Ma non tutte incassano in silenzio. Il presidente dell'ordine dei dottori commercialisti, Claudio Siciliotti, prende carta e penna e respinge le accusa al mittente, non senza una certa stizza. E il giornale della Confindustria non può far altro che pubblicare la reazione di Siciliotti nella pagina delle lettere di sabato scorso.

Riotta aveva scritto infatti che in Italia «si arroccano i notai, gli avvocati, i medici, i farmacisti, gli ingegneri, i commercialisti, i possessori di ogni licenza, tessera o medaglia professionale». Forse la prosa voleva essere leggiadra, intensa e immaginifica, ma i diretti interessati pare che non l'abbiano proprio presa bene. L'unica reazione ufficiale per ora è però quella di Siciliotti, che non manca di ricordare come la professione che rappresenta, pur essendo caratterizzata dallo svolgimento di molteplici attività, «non ve n'è una che per essere esercitata necessiti quale presupposto imprescindibile quello dell'iscrizione al nostro albo». Inoltre, rincara la dose il presidente del Cndcec, «il numeri dei nostri iscritti è cresciuto in questi ultimi vent'anni più di quello delle imprese che operano sul libero mercato e, per quanto riguarda le tariffe minime, erano per noi derogabili già da prima che intervenisse il decreto Bersani del 2006 e continueranno a esserlo in futuro».

Neanche tanto velatamente, Siciliotti ricorda poi che anche il Sole 24 Ore ha pubblicato delle pagine pubblicitarie, pagate dal Cndcec, nelle quali la categoria dei commercialisti invece di avanzare «rivendicazioni più o meno sostenibili e più o meno autoreferenziali» si metteva a disposizione delle esigenze concrete del Paese: Gianni, Gianni, possibile che non li hai visti, quei paginoni? Sembra dire Siciliotti. Infatti se si finisce sempre per fare di tutta l'erba un fascio, si «rischia di uccidere in questo paese la voglia di essere innovativi e riformatori».

La lettera era accompagnata da una risposta laconica e piuttosto impacciata.

Il direttore del Sole 24 Ore, non sapendo come uscirne scrive: «Lascio oggi il mio spazio al presidente, ed amico, Claudio Siciliotti: con un solo caveat, Claudio avevo messo in lista anche noi giornalisti». Eppure cinque righe sopra il suo «amico» Claudio gli aveva scritto che il vero peccato è fare di tutta l'erba un fascio. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

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