Consulenza o Preventivo Gratuito

Impianti elettrici della p.a. ai periti

del 11/02/2011
di: La Redazione
Impianti elettrici della p.a. ai periti
Periti industriali competenti nel progettare impianti elettrici per la pubblica illuminazione. Senza alcuna subordinazione del tecnico diplomato sul laureato. E riconosciuta nello stesso tempo la competenza a pieno titolo dei periti industriali. Il Consiglio di stato con sentenza 571 del 26 gennaio 2011 ribadisce così, senza lasciar spazio ad ulteriori dubbi, due principi fondamentali in passato oggetto di fuorvianti interpretazioni da parte della stessa magistratura. La vicenda prende il via da un ricorso presentato da due società escluse dall'affidamento pubblico di una gara di appalto per i servizi di illuminazione per un piccolo comune della Sardegna e che per tale motivo contestavano, tra l'altro, la competenza alla progettazione in materia del perito industriale. Eccezione respinta immediatamente dal Tar della regione che, nella sentenza di primo grado (n. 11361 del 2010), aveva sottolineato con forza il principio che in materia di progettazione di impianti di illuminazione pubblica la competenza del perito industriale è «propria», affermando contestualmente la regola che non esiste subordinazione del tecnico diplomato sul laureato. Proprio da qui ripartono i giudici di Palazzo Spada che nella sentenza mostrano di seguire pedissequamente tutte le argomentazioni tecniche sviluppate dall'intervento ad opponendum del Consiglio nazionale dei periti. Il Cds riconduce la problematica relativa alla progettazione di impianti elettrici alla competenza professionale dei periti industriali così come descritta nel decreto che regola la professione. E lo fa passando attraverso l'intera disciplina di settore (legge 46/90 e dm 37/08), sbriciolando così il limite del calcolo infinitesimale che fino ad ora aveva limitato l'attività dei periti industriali alle opere impiantistiche. Ma non solo competenze, perché il Cds ha ribadito un altro principio: non esiste subordinazione del tecnico diplomato sul laureato. I ricorrenti in appello avevano infatti contestato che la direzione del gruppo di lavoro, costituito, tra l'altro, da tre ingeneri strutturisti, fosse affidata a un perito industriale con specializzazione in elettrotecnica. Già il Tar aveva riconosciuto la legittimità del perito industriale a essere responsabile di un gruppo di lavoro misto, costituito da progettisti ingegneri, professionisti con titolo di studio di livello superiore, in quanto ognuno specificamente abilitato all'attività di progetto da esso eseguita in ordine all'affidamento pubblico delle opere da realizzare. Di conseguenza, è affermata la possibilità che l'attività di progettazione definitiva ed esecutiva possa essere svolta previa la collaborazione «in subordinazione» di un professionista ingegnere, in un gruppo misto di figure professionali specifiche, rispetto al progettista responsabile, che sia perito industriale. Sulla stessa scia i giudici di palazzo Spada per i quali la direzione del perito industriale è assolutamente legittima e non «sussiste pertanto alcuna violazione della disciplina sulle professioni così come la presentazione al progetto non appare in alcun modo inficiata dalla sottoscrizione da parte del perito industriale». «Finalmente», precisa il presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali Giuseppe Jogna, «dopo sentenze talvolta contraddittorie tra loro e cavalcate spesso in maniera strumentale, ci pensa il più alto grado della magistratura di legittimità a mettere ordine in materia di competenze professionali del perito industriale. E ciò che è particolarmente apprezzabile è che questo è avvenuto attraverso la semplice ma corretta applicazione delle norme sulla sicurezza degli impianti e soprattutto del decreto che regola la professione di perito industriale. Senza alcuna forzatura interpretativa».

vota