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Promotori al supermarket

del 11/02/2011
di: di Federico Unnia
Promotori al supermarket
Il Tar del Lazio ha parzialmente accolto il ricorso presentato da Coin contro il provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato del 6 agosto 2009, con il quale era stata sanzionata la pratica commerciale relativa alla Coincard, carta di credito co-branded, frutto della collaborazione tra Coin e Fiditalia. Con la citata sentenza (Pres. G. Giovannini, Est. S. Martino n. 00449/2011 emessa il 1 dicembre 2010 e depositata il 14 gennaio 2011) il Tar ha anche ridefinito la sanzione pecuniaria per Coin, riducendola a 45 mila euro. Ciò in ragione del fatto che, diversamente da quanto stabilito dall'Antitrust, per i giudici d'Appello il contesto ambientale nel quale era avvenuta la promozione della carta e l'eventuale sottoscrizione del servizio (un affollato centro commerciale) non configuravano il rischio di pratica commerciale aggressiva. Secondo l'Agcm, infatti, data la moltitudine di persone presenti in un centro commerciale e la possibile confusione, il consumatore non sarebbe stato nelle migliori condizioni per valutare a fondo il prodotto finanziario offertogli. Pur condividendo il potenziale rischio confusione, il Tar ha escluso che da essa derivi automaticamente la qualifica di aggressività della pratica posta in essere e ha di conseguenza ridotto la sanzione. In merito alla scorrettezza della condotta promozionale tenuta da Coin e Fiditalia, il Tar ha stabilito che le aziende che promuovono questi servizi finanziari devono adottare modelli di comportamento nel fare pubblicità adeguati e rispettosi degli obblighi stabiliti dalle norme in materia di pratiche commerciali scorrette (dlgs n. 146 del 2007), il cui contenuto va integrato con quanto stabilito dal Codice del consumo. Pur non essendo incorse in specifiche violazioni della normativa di settore (Tuf), Fiditalia e Coin non hanno tutelato adeguatamente il consumatore medio poiché non hanno operato con un sufficiente grado di diligenza durante tutta la fase di promozione e di proposta di sottoscrizione della carta di credito co-branded. Secondo il Tar del Lazio le due aziende non hanno seguito le elementari regole di prudenza e di chiarezza nelle procedure di acquisizione della clientela è nella fase di promozione dei servizi di rispettivo interesse. Il Tar Lazio ha inoltre affermato che l'individuazione del modello di consumatore medio su cui deve valutarsi la correttezza dell'informazione e i messaggi pubblicitari diffusi a supporto di un prodotto o servizio non può conseguire ad una valutazione condotta in termini statistici o empirici, dovendosi invece prendere in considerazione il contesto di mercato nel quale il consumatore agisce.

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