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Una firma contro il caro polizze

del 10/02/2011
di: di Massimiliano Fantozzi
Una firma contro il caro polizze
La sezione provinciale romana dello Sna, guidata dalla presidente Carla Barin, ha portato i Componenti della giunta sulle strade di Roma, in una iniziativa volta a rafforzare e sottolineare il programma delle azioni promosse dal Sindacato nazionale, e a dare impulso alla raccolta di firme presso le agenzie di assicurazione per la Petizione popolare, annunciata in occasione della conferenza stampa tenutasi presso la Confcommercio di Roma, lo scorso 2 dicembre.

Tra venerdì e sabato tre gazebo, distribuiti tra Eur, Prati e centro storico, hanno raccolto circa mille firme tra quei cittadini che, superata la comprensibile diffidenza iniziale, hanno contribuito con entusiasmo alla sottoscrizione, attirando anche l'attenzione del format di Raitre Ballarò.

La giornalista Marzia Magli ha incalzato i rappresentanti Sna presenti per riuscire a capire se la presunta liberalizzazione del mercato abbia prodotto effetti reali di concorrenza, o se piuttosto abbia rafforzato ulteriormente una sorta di cartello tra le Imprese di assicurazione (ipotesi, questa, che non trova ovviamente riscontro nei dati ufficiali, ma sicuramente si evince dai continui e generalizzati aumenti). Le personalizzazioni tariffarie, se in alcuni casi consentono - nella ipotesi migliore - di avere un aumento di tariffa che alcuni automobilisti virtuosi definiscono accettabili, in taluni altri sono un formidabile deterrente alla stipula stessa di un regolare contratto assicurativo, tutto a beneficio della elusione dell'obbligo ad assicurarsi.

Le reazioni del «comune cittadino» spaziano dalla indifferenza totale, segno di stanchezza cronica e di sfiducia nei confronti delle battaglie sociali, alla sorpresa incuriosita nel vedere gli agenti di assicurazione, venditori di polizze, scendere in strada per chiedere la diminuzione delle tariffe Rc auto, ovvero dei loro collegati compensi.

Molti di quanti hanno apposto le loro firme, hanno raccontato di avere subito forti aumenti anche in assenza di sinistri; molti hanno chiesto un maggior rigore per le frodi assicurative; altri ancora hanno reagito come se il caro polizze non li riguardasse affatto, ma probabilmente non hanno nemmeno capito chi erano quei signori in giacca e cravatta che non vendevano nulla. Ma la maggior parte ha espresso comunque sentimenti di ribellione nei confronti delle Imprese di assicurazione che, sempre di più, vengono assimilate ai poteri forti ed equiparate alle Banche e ad altre lobby nazionali.

Sorprendenti le reazioni infastidite di alcuni sedicenti «colleghi», semplicemente disturbati o addirittura contrari alle azioni proposte, quasi che non si rendano conto che la diminuzione delle tariffe Rc auto, tra l'altro, potrebbe liberare risorse economiche delle famiglie e delle aziende da utilizzare nella sottoscrizione di altre garanzie, comunque utili al consumatore. Ciò consentirebbe agli agenti di esercitare al meglio la propria attività e di distinguersi in modo ancora più marcato dai canali di vendita alternativi e meno professionalizzati (banche, poste, dirette online e/o telefoniche).

Il paradosso che si è creato, ci vede cittadini d'Europa con tariffe auto tra le più onerose, ma con la minore spesa pro capite per le coperture assicurative di sostanza e valore sociale (infortuni, vita, malattie etc.).

Gli agenti di assicurazione, e qui sono d'obbligo il plauso e l'incoraggiamento per quei volenterosi colleghi e colleghe che hanno passato molte ore in piedi ed al freddo, chiedendo ai cittadini il sostegno per potere esercitare il proprio ruolo e offrire un reale contributo sociale; ma se le risorse economiche dei consumatori vengono completamente assorbite da una polizza Rc auto, e in alcuni casi sono erose anche oltre la disponibilità, ecco che inevitabilmente non rimane alcun margine per la previdenza a tutto tondo.

La riduzione delle tariffe auto, la revisione della mutualità tra regioni, l'ampliamento delle garanzie e non la ricerca del prezzo più basso, questo è quello che vogliono ottenere gli agenti per i consumatori, che sono loro clienti e non delle compagnie, con l'iniziativa della petizione popolare che proseguirà con i prossimi appuntamenti previsti per venerdì 11 febbraio presso Piazza Re di Roma e Piazza di Cinecittà.

La agenzie assicurative dislocate sul territorio nazionale possono - anzi, devono - raccogliere il maggior numero possibile di firme nella comodità delle proprie sedi.

La Provinciale Romana si è fatta promotrice di questa ulteriore attività per stimolare i meno attenti su un problema che rischia di travolgere il futuro professionale della categoria.

È meglio scendere volontariamente in strada per una causa, che trovarcisi per causa d'altri.

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